Nel 2012 tutti i segnali negativi provenienti dall’andamento dell’economia del Paese e in particolare quelli relativi al cronico deficit commerciale, al tasso di disoccupazione ed al livello medio dei salari e dei consumi si stanno presentando anche in Umbria. L'Alto Tevere  non si discosta dal quadro regionale, caratterizzandosi anzi come uno dei territori  maggiormente esposti agli effetti della crisi per il notevole ricorso agli ammortizzatori sociali, per la chiusura di aziende, per le perdite di posti di lavoro e per il dilagare della disoccupazione e del lavoro precario con una particolare incidenza fra i giovani e le donne.

 

Si registrano inoltre l'aumento delle povertà e una drastica contrazione nel consumo di beni e servizi: i redditi da lavoro e da pensione sono sempre più colpiti dall'inasprimento della pressione fiscale e dall'introduzione di nuove tasse, con particolare riferimento agli interventi sull'IVA, sulle accise sui carburanti e sulla prima casa. Queste misure, frutto delle politiche di austerità del governo Monti e dei partiti che lo sostengono, stanno aggravando la crisi in Umbria e nel nostro territorio, da sempre uno dei motori dell'economia reale regionale. Insieme alle ricadute pesanti sul piano sociale per i tagli del governo allo stato sociale e agli enti locali c’è in Alto Tevere una grande questione del lavoro, maggiormente alimentata dalle scellerate riforme Fornero sul lavoro e sulle pensioni. Sicuramente la Giunta regionale ha ben operato per cercare di affrontare la crisi, sia attraverso un ampio ricorso alla cassa integrazione in deroga che con la predisposizione di incentivi per la stabilizzazione occupazionale.

 

Ciò nonostante in assenza di una politica industriale di respiro nazionale è del tutto evidente la difficoltà nell'azione delle istituzioni in risposta alle numerose crisi aziendali presenti sul territorio. Per questo nei prossimi giorni presenteremo nei consigli comunali del nostro territorio ordini del giorno per sollecitare la Giunta regionale a rimettere al centro della propria azione il lavoro attraverso il varo di un vero Piano del Lavoro e l’introduzione del reddito sociale. Le risorse si possono trovare attraverso una rigorosa riqualificazione delle misure regionali indirizzate allo sviluppo e una seria lotta all’evasione che in Umbria è aumentata nell’ultimo anno del 7% e che nel 2011 è stata di 4 miliardi di euro. La vera emergenza è il lavoro, non una discussione sulle riforme istituzionali, compresa quella sulle Province, che poteva essere affrontata per tempo attraverso l'apertura di una vertenza Umbria contro i provvedimenti del governo e l'impegno dei parlamentari umbri, molto più interessati alla loro riconferma che all'esistenza futura della nostra regione.

 

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