Impianto trattamento fanghi, la protesta del Polo alternativo: "A Perugia i fondi del Pnrr per la cittadella giudiziaria, a Terni per la pattumiera dell'Umbria"

"Terni non può diventare la pattumiera dell'Umbria". Parte da via Vanzetti la protesta del Polo Alternativo in corteo con il candidato sindaco Claudio Fiorelli fino all'area destinata all'impianto di essiccamento dei fanghi reflui di tutta la regione. "A Perugia la riqualificazione della cittadella giudiziaria, a Terni invece la cloaca maxima dell'Umbria. E' l'ennesimo regalo della giunta Tesei con il silenzio assenso del sindaco Latini e dell'amministrazione comunale che non hanno fatto nulla per contrastare questo scempio" tuona Fiorelli.

In marcia le forze politiche che appoggiano la candidatura di Fiorelli, Movimento 5 Stelle e lista Bella Ciao. "L'impianto è stato inserito tra i progetti per cui è stato richiesto il finanziamento tramite Pnrr. Mentre Donatella Tesei e la destra candidano e sostengono ben tre comuni umbri come Assisi, Orvieto e Spoleto a diventare capitale italiana della Cultura 2025, mentre Perugia incassa centinaia di milioni di euro per valorizzazione urbanistica, nuovo sistema integrato di trasporti e riqualificazione della cittadella giudiziaria, a Terni con 8,5 milioni di euro del Pnrr si vuole creare la pattumiera dell'Umbria" attacca Fiorelli.

I quasi 3.000 metri quadri da destinare, in via Vanzetti, al trattamento dei fanghi reflui andrebbero a occupare una zona compresa nell'area del depuratore di acque reflue urbane di Terni, già critica per la presenza di altre attività che trattano rifiuti, a solo un chilometro dal centro e a pochi metri dalla più grande azienda alimentare della città. "Altro che impatto zero - ha aggiunto Fiorelli - pensate al passaggio di tir e camion che verranno qui per portare 20.000 tonnellate di fanghi da tutta la regione. Parliamo di un'area già esposta, a pochissima distanza da un inceneritore che lavora a pieno regime e che potrebbe anche bruciare questi fanghi a fine trattamento, ma anche a poca distanza dal polo chimico e dal polo industriale, vicino ad abitazioni e scuole. La Regione, nel totale silenzio di sindaco e giunta comunale, ha stabilito che «il progetto non comporta impatti ambientali significativi e negativi e pertanto può essere escluso dal procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale». Pensare che l'assessora all'ambiente del Comune di Terni, Benedetta Salvati, il 22 febbraio 2022, dopo il terzo incendio nel giro di due anni negli impianti di trattamento dei rifiuti, aveva dichiarato: «Scontiamo autorizzazioni concesse in passato per la costruzione di impianti di trattamento rifiuti a ridosso del centro cittadino e purtroppo queste cose possono accadere». L'impianto è al momento bloccato da un ricorso al Tar presentato dall'associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società Onlus, ma non possiamo tacere. La politica ha scelto di prendere questa strada e tocca alla politica tornare indietro. Se diventerò sindaco fermerò questo scempio. Sfido chiunque a dire che questa sia una condizione normale, a due passi dal fiume Nera".

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