Si scrive ‘profilatura’ si legge ampliamento. Dopo anni di battaglie, cortei, manifestazioni, prese di posizione contro qualsiasi ulteriore aumento dell’estensione della discarica de Le Crete, il governo regionale a guida  Lega Umbra, Forza Italia e Fratelli d’Italia- che da sempre hanno sposato la battaglia contro la discarica orvietana - hanno mostrato il suo vero volto. E così, finite le feste con l'Epifania, gli umbri si ritrovano una calza piena di monnezza.

Dei tre scenari analizzati dal Comitato tecnico scientifico nominato un anno fa, ha prevalso lo scenario “del faremo”.  Faremo e costruiremo un nuovo inceneritore entro il 2030, con una capacità di circa 130mila tonnellate e faremo più raccolta differenziata e faremo più riciclo e, nel frattempo, per scongiurare l’emergenza che si protrae da anni, amplieremo le discariche di Belladanza, Borgogiglione e Le Crete. Una politica, questa del governo dell’Umbria, che rinvia i problemi nel futuro, una politica da furbetti.

”Dopo aver condotto per anni una campagna contro l'ipotesi di ampliamento della discarica Le Crete, tentata a più ripresa e comunque parzialmente varate dalle precedenti Giunte regionali, questo governo della regione Umbria ha deciso di fare esattamente il contrario di quanto sempre condannato. Una bella prova di coerenza senza dubbio. Cambiamo i governanti, ma ciò che rimane immutata è la concezione servile che si ha di Orvieto e dei suoi abitanti da parte di chi governa l’Umbria” afferma Taira Bocchino, presidente della sezione orvietana Amici della Terra. Saranno, come sempre, i cittadini, gli orvietani in particolare, a pagare il prezzo più alto di scelte scellerate che affondano le radici nella mancanza di visione politica che le giunte regionali precedenti, nonché quella attuale, hanno dimostrato.

Da mesi si celebra la bellezza di Orvieto e del suo territorio in servizi televisivi, immagini mozzafiato trasmesse in Italia e all’estero per attrarre flussi turistici e visitatori in tutti i periodi dell’anno. Dovremo dire anche questo, però, ai turisti che vengono a visitare la nostra città o agli stranieri che decidono di investire in questo territorio e di acquistare una casa. Orvieto è bellezza, storia, cultura e tradizione, ma è anche immondizia, rifiuti tal quali che provengono da tutta l’Umbria.

Il voltagabbana della politica locale - da sempre al nostro fianco nelle battaglie per scongiurare qualsiasi potenziamento della discarica - è inaccettabile. La sindaca di Orvieto Roberta Tardani era la consigliera d’opposizione che teneva con noi in mano gli striscioni a Perugia, qualche anno fa, davanti la sede del Consiglio regionale presieduto da Catiuscia Marini che si apprestava a varare l’ennesimo ampliamento, oggi scrive un comunicato così slavato che si fatica a capire quali azioni intraprenderà.  Così come con noi c’era sempre l’attuale consigliere di maggioranza Andrea Sacripanti, l’onorevole Luca Briziarelli, senatore della Lega, che ha sempre posto il problema dell’importanza dell’impiantistica in Parlamento dichiarando però che non serve un impianto di incenerimento in Umbria (non si è mai capito su quali dati basasse la sua analisi), il deputato Raffaele Nevi che ha supportato il gruppo di Forza Italia orvietano in campagna elettorale contro le scelte di ampliamento della discarica e non si comprende perché non proponga di bruciare i rifiuti umbri a Terni dove si bruciano rifiuti che provengono da altre regioni. Oggi vedere chi ieri era nelle prime file della protesta rimanere silente davanti a questo scempio per noi non è accettabile. Noi di sicuro non resteremo zitti.

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