GUBBIO (APN) – Una musica davvero travolgente e irresistibile, com’era nelle attese della vigilia, quella della Gypsy Simphony Orchestra di Budapest, per la dodicesima edizione del “Concerto sotto l’Albero”. Nella Chiesa di San Domenico a Gubbio, la formazione conosciuta come la più grande orchestra zigana ha trasmesso al pubblico un calore e un’allegria unici, coinvolgendo più volte il pubblico stesso, invitato a sottolineare i più celebri passaggi musicali col battito delle mani.

I “cento violini” zigani, diretti dal maestro Sandor Rigò Buffò, hanno iniziato la serata con una prima parte dedicata soprattutto a brani della tradizione ungherese o che si richiamano – in qualche modo – al paese dell’est Europa.

Letteralmente travolgenti, ad esempio, la “Danza Ungherese” di Brahms o i passaggi con il cembalo solista; fiabesca e romantica la “Danza di Palazzo” di Erkel; poi i dialoghi tra violino solista e orchestra, all’insegna del virtuosismo, nella “Czardas” di Monti e nelle note “alla maniera zigana” di Pablo De Sarasate.

Tutto suonato con abito tradizionale ungherese che, nella seconda parte, ha lasciato il posto alla divisa elegante e a un repertorio decisamente più classico. Il sempre poetico ed emozionante “Valzer dei Fiori” di Tchaikovsky, quattro brani degli Strauss senior e junior, rispettivamente il “padre” e il “re” del valzer, tra cui la coinvolgente “Marcia di Radetzky”; infine, genio e sregolatezza, con improvvisazione a tutto campo nella “Ciocarla” di Grigoras Dinicu, dove i virtuosi zigani – in maniera simpatica e stravagante – hanno “gareggiato” per conquistarsi l’applauso del pubblico.

La serie conclusiva dei bis è stata un omaggio alle arie celebri della tradizione ebraica (alcuni musicisti dell’orchestra e molti loro parenti sono di origini ebraiche) e della musica francese, mentre l’adattamento orchestrale di “O sole mio” ha salutato e ringraziato il pubblico italiano.

A proposito di pubblico, a San Domenico c’era davvero quello delle grandi occasioni, con la navata unica della chiesa eugubina che ha fatto registrare il “tutto esaurito” già dalla vigilia. C’è stato anche chi, specie turisti e visitatori, arrivando all’ingresso per chiedere informazioni, non ha potuto acquistare il biglietto perché non era rimasto nemmeno un posto disponibile.

L’evento è stato promosso dal Comune di Gubbio e dal Centro servizi “Santo Spirito”, con il patrocinio di Ministero per i Beni e le Attività culturali, Regione Umbria e Provincia di Perugia, e con il contributo di Camera di Commercio di Perugia, Colacem, Park Hotel Ai Cappuccini e Perugia Musica Classica. Il coordinamento artistico era curato dal maestro Renzo Menichetti, che si è dichiarato particolarmente soddisfatto per la riuscita della serata e per l’apprezzamento del pubblico.

Nell’intervallo tra la prima e la seconda parte del concerto, il presidente della Colacem, Giovanni Colaiacovo, ha consegnato il consueto contributo ad associazioni presenti sul territorio eugubino particolarmente impegnate nel sociale e nel mondo del volontariato. Quest’anno il contributo Colacem è stato destinato all’Associazione Spirit Onlus, all’Avis Gubbio e all’Unitalsi Gubbio.

Alla fine, omaggio del Comune di Gubbio alla Budapest Gypsy Symphony Orchestra con un piatto in ceramica consegnato dal sindaco Maria Cristina Ercoli al maestro Buffò, mentre al pubblico è stata donata una serigrafia realizzata da Giovanni Mengoni.
 

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