TODI - Adolescente secchione in tv per “Tutti pazzi per amore”. Ragazzo difficile, con un passato di droga, al cinema in “Come saltano i pesci”. Giovane gay adottato e pieno di conflitti sul lettino di “In treatment”. E ora anche il tormentato Jacopo Ortis che Foscolo racconta fino al suicidio e che per di più, dice, "mi somiglia molto". Così Brenno Placido, classe '91, figlio d'arte di Michele Placido e un'evidente predilezione per i personaggi da scrutare, è pronto a portare a teatro 'Jacopo Ortis', in 200 anni la prima trasposizione teatrale completa del romanzo epistolare di Ugo Foscolo, al debutto al 31° Todi Festival il 30 agosto con la regia e l'adattamento di Matteo Tarasco.

L'ambizione, "dimostrare quanto siano attuali le sue parole.

I sentimenti - spiega - sono universali, prescindono dal tempo. E conquista anche l'aspetto politico del libro: Jacopo è un attivista che si oppone alla tirannia di Napoleone. Ama la patria e Teresa allo stesso modo. Leggerlo, ascoltarlo, rinfresca le coscienze".

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