“Ho ancora una volta rappresentato la necessità che l'Europa non distrugga il patrimonio industriale che l'Italia ha a Terni e le paure che l'intera Umbria ha in questo momento per le decisioni che la Commissione europea si appresta a prendere”. Lo riporta il capogruppo del Pdl a Palazzo Cesaroni, Raffaele Nevi, facendo riferimento al “colloquio telefonico intercorso con il commissario europeo Antonio Tajani in vista della decisione di mercoledì della Commissione”.

Nevi informa di aver “ribadito che è assolutamente necessario che venga messo sul mercato l'intero sito siderurgico, sia la parte a caldo che quella a freddo. Tutte le altre ipotesi non verrebbero accettate e anzi genererebbero una rivolta della città e della intera regione, perché con tutti i problemi che abbiamo di aziende in crisi ci mancherebbe solo che venisse spezzettata e quindi svenduta la più importante e moderna azienda del nostro territorio. Ho sentito Tajani molto consapevole della delicatezza della decisione – conclude il consigliere regionale Pdl - e mi ha ribadito che a suo avviso smembrare la nostra acciaieria sarebbe un impoverimento per l'intera Italia e una scelta sbagliata, contro la quale si spenderà fino alla fine”.

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