L’autorità ha avviato un’istruttoria verso sette aziende di fornitura di energia elettrica

(AVInews) – Perugia, 14 dic. – “Nella scia di tale provvedimento ci auguriamo che vengano rimborsati tutti coloro che hanno subito dei rincari ingiusti. Inoltre, auspichiamo che vengano compiuti altrettanti controlli e presi ulteriori provvedimenti per tutelare e difendere i diritti dei consumatori che sono quotidianamente in pericolo”. È quanto commenta l’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) Umbria in merito alla notizia che l’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) ha avviato un’istruttoria con consequenziali provvedimenti cautelari nei confronti di sette aziende di fornitura di energia elettrica e gas. Nello specifico si tratta di A2A, Acea, Edison, Enel, Engie, Eni e Hera.

“I motivi di tali azioni – spiega l’Adoc Umbria – sono dovuti al mancato rispetto, da parte delle società in questione, dell’articolo 3 del decreto legge 115 del 9 agosto 2022, convertito in legge il 21 settembre 2022, con cui è stata disposta l’impossibilità per le aziende erogatrici di modificare i prezzi nei contratti di fornitura firmati con i clienti: dal 10 agosto 2022 e sino al 30 aprile 2023, infatti, è fatto divieto ai fornitori di energia elettrica e gas naturale di effettuare modifiche unilaterali alle clausole economiche contrattuali”. “Ciò che è stato contestato alle aziende – prosegue l’Adoc Umbria – è proprio la mancata sospensione della modifica di tali condizioni contrattuali. Difatti, è emerso che oltre 2,6 milioni di clienti avrebbero già subito un aumento di prezzo ingiustificato. Agcm ha specificato la mancata sospensione delle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale delle condizioni economiche, inviate prima del 10 agosto 2022 e, in seguito, le proposte di aggiornamento o di rinnovo dei prezzi di fornitura, di carattere peggiorativo, giustificate sulla base della asserita scadenza delle offerte a prezzo fisso. Le imprese in questione dovranno dunque ripristinare i prezzi che erano stati concordati ed erano in vigore prima del 10 agosto. Alle imprese è stato concesso un termine di sette giorni per presentare le proprie difese, a seguito delle quali l’Autorità potrà confermare o meno i provvedimenti cautelari già adottati”.

“Siamo molto soddisfatti per tale provvedimento dell’Agcm – conclude l’Adoc Umbria –. Peraltro, già lo scorso settembre, tramite un comunicato stampa, sia l’Adoc Nazionale che noi avevamo sollecitato Agcm e Mister Prezzi a una maggiore collaborazione e tutela dei consumatori proprio con riferimento all’aumento dei prezzi energetici”.

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