I dipendenti regionali sono impiegati nella gestione e accoglienza degli studenti - Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil chiedono garanzie per il futuro dei lavoratori dell’Agenzia forestale

(AVInews) – Perugia, 4 giu. – “È indispensabile un rinnovo della convezione Adisu-Afor che sia di ampie garanzie per il futuro dei lavoratori e non debba limitarsi a una semplice proroga derivata da una sola valutazione economica. Le due agenzie regionali, a ormai pochi giorni dalla scadenza della convezione in essere, devono chiarire quali sono le loro reali intenzioni”. Esordiscono così le segreterie regionali umbre di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil esprimendo forte preoccupazione per il futuro dei dipendenti Afor (Agenzia forestale regionale) occupati, tramite convenzione, presso i collegi dell’Adisu.

“I lavoratori – proseguono le organizzazioni sindacali – meritano risposte e sono stanchi di veder sempre messo in discussione il loro operato, non vedendo riconosciuto l’impegno e la professionalità visto che da anni ricoprono un ruolo importantissimo nella gestione e accoglienza di centinaia di studenti, come hanno dimostrato durante il periodo della pandemia Covid-19. Come abbiamo già evidenziato, durante la seduta della Seconda Commissione permanete della Regione Umbria, si stanno mettendo a rischio i posti di lavoro di circa 50 lavoratori, per lo più soggetti fragili, difficilmente ricollocabili se la convenzione non venisse rinnovata”.

“Crediamo – affermano Flai, Fai e Uila – che nessuno degli attori di questa vicenda voglia essere l’artefice di tale ingiustizia. Chi amministra un’agenzia regionale deve sempre valutare le conseguenze delle proprie azioni, anche e soprattutto dal punto di vista sociale e collettivo, e non calcolare solo gli aspetti economici. Appaltare e mettere in difficoltà persone che hanno speso la loro esistenza lavorativa, e in molti di questi casi la loro integrità fisica, all’interno di questa agenzia, sarebbe uno scempio ai principi di una Regione come l’Umbria che in passato si è sempre dimostrata attenta alle persone in difficoltà. Non vorremmo assistere a un cambio di rotta. Non stiamo elemosinando un rinnovo di convenzione, ma rivendichiamo il riconoscimento del lavoro svolto, che dovrà avvenire tramite un progetto di ampia durata nella tutela dei lavoratori. Non possiamo più aspettare, abbiamo da tempo iniziato una serie di iniziative a difesa di tutta l’agenzia e, vista la mancanza di risposte soddisfacenti, nei prossimi giorni continueremo il nostro lavoro con altre iniziative pubbliche”.
 

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