Audizione dell'assessore alla Salute della Regione Umbria in Terza Commissione sulla proposta di legge di iniziativa consiliare (tutti i capigruppo di Palazzo Cesaroni) contenente “Disposizioni in materia di prevenzione e cura del diabete mellito”. Sulla proposta di legge è stata avviata l'istruttoria da parte degli uffici regionali.

 

L'atto prende origine dal costante aumento di casi di diabete mellito, con una crescita preoccupante specie fra i giovani. La prevalenza della malattia in Umbria è del 4,7 per cento ed è previsto un ulteriore aumento, fino al 6 per cento, nei prossimi tre anni. Il costo diretto è di circa 800 euro l'anno, che lievita fino a 3mila euro l'anno in presenza di una complicanza, e questa malattia ne origina diverse. Ad oggi la cura del diabete viene gestita prevalentemente a livello ambulatoriale,sebbene il 25 per cento delle persone ricoverate sia affetto da diabete, una patologia che rappresenta la maggiore causa di cecità dell'adulto, di dialisi, di amputazioni, e costituisce un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di malattie cardiovascolari come l'ictus e l'infarto.

 

Per questo la proposta è incentrata su una complessa opera di prevenzione della malattia, con l'individuazione di strutture e procedure adeguate a quella che sta diventando una vera emergenza, e sulla razionalizzazione dei servizi, che non sono ancora uniformati e parametrati allo stesso modo sul territorio.

 

Si vuole quindi promuovere, in collaborazione fra le istituzioni e le associazioni di volontariato, una cultura popolare diffusa fra cittadini di tutte le età e di ogni fascia sociale sulla prevenzione e la gestione del diabete, migliorando e qualificando ulteriormente le strutture ed i servizi sanitari preposti a prevenzione e cura, arrivando ad una gestione integrata del paziente attraverso la partecipazione congiunta nelle cure da parte dello specialista e del medico di medicina generale o del pediatra. L'assistenza specialistica è sviluppata attraverso il Team diabetologico che, nei vari livelli, deve comprendere per ogni centro il medico diabetologo, l'infermiere specializzato in diabete, il dietista e il podologo esperto in piede diabetico. L'assistenza ai minori diabetici è erogata attraverso il Centro di riferimento regionale per la diabetologia pediatrica dell'ospedale di Perugia “S. Maria della Misericordia”.

 

Al fine di coordinare l'attività nel settore delle malattie diabetologiche, è confermata la Commissione regionale per la diabetologia, composta dai responsabili dei Centri di diabetologia di primo e secondo livello, dal responsabile del Centro di diabetologia pediatrica e geriatrica, dal medico diabetologo esperto in piede diabetico, da quello esperto in diabete gestazionale, da un rappresentante dei medici di base designato dall'Ordine dei medici, da un rappresentante delle associazioni dei diabetici dell'Umbria, un rappresentante dell'Università e il dirigente del servizio competente della Regione Umbria.

 

Prevista anche la figura del Diab-tutor, figura proveniente dal volontariato qualificata attraverso un percorso formativo e un esame propedeutico, le cui competenze dovranno essere messe a disposizione, in orari che non creino problemi né agli associati né ai medici, per fare opera di insegnamento ed istruzione nei confronti del paziente affetto da diabete, ed anche nella corretta informazione in ambito scolastico, sportivo o del lavoro.

 

La proposta di legge prevede anche una partnership tra Centro regionale di riferimento per la malattia diabetica, Università di Perugia, Associazioni diabetici dell'Umbria ed Ufficio scolastico regionale, in una logica di interscambio complementare tra l'azione clinica e la diffusione massima delle linee guida internazionali per operatori sanitari coinvolti, estesa ad educatori e insegnanti, per affrontare precocemente la patologia diabetica con un team allargato di operatori che attuino piani di prevenzione sin dal contesto scolastico.

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