Il Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale ha iniziato le audizioni con i
presidenti degli Ati umbri sullo stato di attuazione del Piano dei rifiuti. Erano previste per stamani le audizioni dei rappresentanti degli Ati 2 (Perugia) e 4 (Terni), ma solo il direttore dell’Ambito ternano, Roberto
Spinsanti, si è presentato a Palazzo Cesaroni. Il presidente del Comitato, Franco Zaffini, ha stigmatizzato l’assenza del sindaco di Perugia, Vladimiro Boccali, presidente dell’Ati 2: “L’assenza del sindaco di Perugia ad un incontro con la più alta istituzione regionale e su un tema così delicato e sentito dalla comunità, oltre al fatto che non si è nemmeno premurato di avvertire, rappresenta un segnale grave”.

Per quanto riguarda l’Ati ternano, il direttore Spinsanti ha esposto la situazione nei particolari, rispondendo alle numerose domande di Zaffini: “I dati sulla raccolta differenziata – ha riferito Spinsanti – evidenziano un ritardo sulla tabella di marcia, anche se disponiamo solo di quelli relativi al 2010, che attestano il territorio ternano attorno al 30 per cento, mentre dal 2011 è iniziata l’attivazione, a partire dai piccoli comuni, delle linee guida della Regione. L’obiettivo resta quello di arrivare al 65 per cento, ma realisticamente sarà raggiunto entro il 2015. Le cose miglioreranno quando, nel 2012, sarà istituita una gara europea proprio per la raccolta differenziata dei rifiuti nel territorio ternano e sarà stipulato un nuovo accordo con il gestore della raccolta dei rifiuti, preferibilmente uno solo”.

Attualmente, infatti, i Comuni utilizzano soggetti terzi: “Asm” per Terni, “Asit” per Narni e Amelia, “Cosp” per Orvieto e “Ibic” per Sangemini, Montecastrilli, Avigliano e Acquasparta, mentre i più piccoli provvedono da soli, in economia. Su questa situazione si innesta il problema della chiusura del ciclo. “Con l’ampliamento di ulteriori 900mila metri cubi della discarica di Orvieto e l’incremento della raccolta differenziata, oltre alla prevista diminuzione della produzione dei rifiuti – ha detto Spinsanti – la situazione generale non dovrebbe presentare problemi di sorta fino al 2022”.

Resta il problema dell’inceneritore: quello dell’Asm, tutt’ora sotto inchiesta giudiziaria, è abbandonato da due anni e dovrà essere smantellato; gli altri sono quello di “TerniEna”, funzionante ma non riceve rifiuti, per cui la frazione secca viene conferita in discarica, mentre “Acea” riceve esclusivamente resti della lavorazioni di cartiere e biomasse e “Printer” solo biomasse. Praticamente tutta la frazione secca prodotta nel territorio ternano finisce in discarica”.

“Nell’Ati 4 non mancano motivi di preoccupazione – ha concluso Zaffini dopo l’audizione – sia per il ritardo sulla raccolta differenziata che per la sistemazione degli assetti futuri che, inevitabilmente comporteranno
aumenti di spese per le famiglie con il passaggio da tasse a tariffe (attualmente solo Terni e Narni pagano la Tia, ndr.). Altro motivo di preoccupazione è la discrepanza tra quanto ha riferito l’assessore Rometti nella precedente audizione, dove ha parlato di accordo tra gli Ati umbri per superare le difficoltà relative alla discarica di S.Orsola (Ati 3), e quanto abbiamo appreso stamani dal direttore dell’Ati 4, secondo il quale non vi sono stati contatti se non, nel 2010, una richiesta dell’Ati 3 di conoscere i costi per l’utilizzo della discarica, alla quale non è stato dato alcun seguito, anche perché l’ampliamento della discarica dell’Ati 4 (Le
Crete, ndr) è limitato per salvaguardare le argille, come ha spiegato Spinsanti”.

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