di Alfonso Gianni

Fra qualche giorno la Commissione europea proporrà una direttiva che riconosce i riders e i lavoratori delle piattaforme digitali come lavoratori subordinati e non più autonomi, dando loro i diritti che fin qui gli erano stati negati. Il cammino legislativo è ancora lungo, per cui non bisogna abbassare la guardia. In Italia il provvedimento riguarda un milione e mezzo di persone. Se è un algoritmo a comandare tempi, modalità e finalità della prestazione lavorativa l'autonomia è solo una finzione che ha fatto accrescere i profitti dei grandi gestori multinazionali delle piattaforme. Si tagliano un poco le unghie al grande capitale e si aprono nuove prospettive per una sindacalizzazione e per lotte migliorative della condizione di lavoro sotto ogni profilo.

Condividi