SPOLETO - La "monnezza" come business della malapolitica, con la Camorra a fare da attore principale sotto la regia delle istituzioni. E' l'impietoso ritratto dipinto da "La Peste", il libro di Tommaso Sodano sullo scandalo rifiuti in Campania. Uno spaccato che sembra non lasciare scampo a chi ancora oggi si ostina a parlare di etica nella politica, di differenza morale tra lo "scendere in campo" e il "servire lo Stato". L'ex presidente della Commissione Ambiente al Senato, autore dell'esposto relativo all'appalto Impregilo per la gestione dei rifiuti che ha portato al rinvio a giudizio di Antonio Bassolino e del gruppo Romiti, ha presentato la sua opera oggi pomeriggio a Palazzo Mauri, nel corso di un'iniziativa organizzata dal circolo di Spoleto di Rifondazione comunista.
Prima di dare la parola a Sodano, il segretario locale Maura Coltorti ha letto una breve riflessione sul "business monnezza", che frutta alla criminalità organizzata molto più denaro del traffico di droga.
Poi è stata la volta di Sodano, che ha ripercorso la storia della cosiddetta "emergenza rifiuti" in Campania ("un'emergenza non può dirsi tale se dura da 15 anni") e i vari passaggi, politici e morali, che lo hanno condotto a denunciare le irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti.
"Ci era stato detto da questo governo - ha detto Sodano - che l'emergenza era stata superata. In realtà si è lavorato secondo la logica delle deroghe, aprendo buchi sempre più grandi per far sparire momentaneamente il problema. Ma non è così che si risolve la gestione dei rifiuti".
Sodano ha ripercorso la storia dei vari commissariamenti in Campania il primo dei quali, risalente al 1994, fu dichiarato dall'allora presidente del consiglio Carlo Azeglio Ciampi poco prima che Berlusconi vincesse le sue prime elezioni. Lo scopo del commissariamento era quello di estromettere la criminalità organizzata dal ciclo dei rifiuti, in quanto la Camorra gestiva gran parte delle discariche della regione.
"Poi - ha ricordato Sodano -, durante il periodo del bando per la gestione dei rifiuti da affidare a un privato, mi chiesi come mai, avendo come obiettivo quello di cacciare la criminalità dal ciclo dell'immondizia, si stava affidando l'intera gestione ad un unico soggetto, che avrebbe dunque operato in regime di assoluto monopolio e, per di più, lo si andava a scegliere secondo la logica dell'offerta economica migliore, e non con criteri di tecnologia e di tutela dell'ambiente".
A ciò si aggiunga il fatto che il bando lasciava al privato la libertà di scegliere i siti nei quali realizzare gli inceneritori, ed il quadro è completo. L'Impregilo, è storia recente, ha pensato bene di ridurre le spese di gestione realizzando tutti gli impianti in un raggio di circa 30 chilometri, guarda caso proprio sui terreni interessati, tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, dal traffico dei rifiuti tossici del Nord. I terreni, in sintesi, che erano già serviti a risolvere l'emergenza rifiuti di Milano una ventina di anni prima.
"La Camorra - questa la riflessione di Sodano - è strumento e alibi della malapolitica. Non è la Camorra che detta le politiche per la gestione dei rifiuti, ma piuttosto è la politica stessa che, con le sue scelte, alimenta un sistema di emergenza, basato sul clientelarismo dei consorzi e delle migliaia di lavoratori assunti politicamente e bipartisan. La Camorra continua a fare quel che faceva nel ‘94, vale a dire gestire. E le imprese del ciclo dei rifiuti sono le stesse del ciclo del cemento, perché per entrambe le attività occorrono dei buchi. Buchi per scavare materiale edile, buchi da riempire con l'immondizia. Le imprese di costruzioni dispongono già dei mezzi per scavare e dei camion per trasportare...".
Il tutto nel più totale silenzio anche dell'opposizione, di destra o di sinistra che sia. Del resto la torta è molto appetitosa... "Il mio partito - ha ammesso Sodano rispondendo alla domanda di Spoletonline - ha scelto di rimanere nella giunta Bassolino anche dopo la mia denuncia da parlamentare, fino all'ultimo. Credo che per recuperare la fiducia dei cittadini sia fondamentale l'etica pubblica, specie in un momento in cui le istituzioni sono spesso guardate con diffidenza e ostilità. Ho vissuto tutta la vicenda in profonda solitudine, sapevo che avrei subito ripercussioni pesanti (l'ex senatore di Rifondazione ha ricevuto più volte minacce e una busta contenente delle pallottole, ndr) e che sarebbe stata fatta terra bruciata intorno a me, ma quando Bassolino, da commissario, cominciò a concedere a Impregilo anche violazioni palesi del contratto con la Regione Campania, non mi rimase che la strada della Procura".
Procura che ha impiegato circa un anno per compiere le prime azioni investigative (primavera 2004) mentre il cantiere è stato aperto nell'agosto dello stesso anno. Per il sequestro ci sono occorsi altri 15 mesi (dicembre 2005), mentre ad oggi la vicenda giudiziaria è ancora lontana dalla fine.
"Mi auguro - ha concluso l'ex senatore - che quel processo si concluda, perché gli avvocati di tutti gli imputati stanno lavorando per far cadere in prescrizione ogni ipotesi di reato, e ciò sarebbe drammatico per tutti i cittadini della Campania. Se non dovesse pagare nessuno, e se anche nessuno venisse assolto per via della prescrizione, sarebbe un fallimento per tutti".
Ma forse proprio per tutti tutti no.

 

di Daniele Ubaldi

tratto da www.spoletonline.it
 

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