PERUGIA - “La crisi economica in atto sta mettendo a dura prova una serie di settori, compreso il mondo della disabilità. Dopo l’evasione fiscale e gli scandali dei falsi invalidi, oggi si chiede il conto ai soliti noti”. Guido Botondi, presidente dell’A.fa.d. (associazione famiglie di disabili) di Terni, va all’attacco sui pesanti tagli che interessano le persone con disabilità.

“La prima iniziativa - dice Botondi - è stata quella dell’inps che, con le verifiche fatte, ha tolte un numero sproporzionato di indennità di accompagnamento. A tal proposito sarebbe interessante conoscere le motivazioni delle commissioni che hanno operato fino ad oggi assegnando l’accompagnamento, se hanno commesso errori e se sono stati presi provvedimenti nei loro confronti. Altro settore dove si è intervenuto pesantemente, da parte del Comune di Terni e della Asl4, è l’assistenza domiciliare, con tagli che hanno superato il milione di euro di spesa lasciando le famiglie con i loro drammi.

Ora - prosegue Botondi - la decisione del Comune di Terni di procedere alla compartecipazione economica sui servizi erogati: centri diurni, trasporti, mensa. Strutture residenziali, attività motoria, abbonamento bus e, da marzo, la compartecipazione riguarderà anche l’assistenza domiciliare. Tutto ciò significa lo smantellamento dello stato sociale a Terni. Il Comune e la Regione dell’Umbria non hanno trovato soluzioni, non hanno saputo fare quello che altre Regioni hanno fatto e cioè trovare risorse economiche e discutere con le associazioni. La compartecipazione che oggi viene richiesta varia per ora da 250 a 1000 euro al mese.
L’A.fa.d - prosegue Botondi - si è sempre resa disponibile a discutere per una compartecipazione alla spesa, pagando il giusto per servizi rispondenti alla persona con disabilità, comprendendo la scelta dell’interessato su chi incaricare per effettuare il servizio.

Vogliamo ricordare ai nostri amministratori che hanno di fronte dei disabili che prima di tutto sono dei giovani che vogliono e devono fare una vita degna di essere vissuta, e per questo vanno considerate sia le spese che affrontano per la gestione della disabilità, sia le spese per la cura della persona e per l’integrazione.
L’A.fa.d. - conclude il presidente - auspica la sospensione dei provvedimenti e la ripresa del dialogo, ma se ciò non dovesse avvenire, se si continuasse su questa strada, l’associazione farà tutto ciò che riterrà opportuno per affrontare e risolvere questioni di vitale importanza per i disabili.
 

Condividi