Il superamento degli steccati tra le istituzioni attraverso un lavoro “sinergico” e “integrato”, è la via più efficace per difendere con “rapidità” i minori vittime di abuso e sfruttamento sessuale. I termini sinergia, integrazione, rapidità, ma anche formazione, sono le parole chiave del progetto P.I.U.M.A (Progetto Integrato Unità Multidisciplinare Abuso), esperienza pilota per il trattamento dei minori vittime di abuso e sfruttamento sessuale. L’iniziativa è stata presentata stamani a Perugia, dalla vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare, Carla Casciari, dall’assessore alle politiche sociali del Comune di Perugia, Andrea Cernicchi e dai rappresentanti dei partner che collaboreranno alla sua realizzazione. 

 

  Il progetto si colloca nello scenario della programmazione regionale che nelle linee di indirizzo per l’area diritti dei minori e responsabilità familiari, ha individuati tre assi strategici e cioè l’asse della promozione, della protezione sociale e della tutela giuridica, della responsabilità degli adulti: “Il progetto, finanziato per importo di 120 mila euro dal dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato selezionato tra i primi 5 in Italia, ottenendo il massimo del finanziamento - ha spiegato la vicepresidente Casciari - Tra gli obiettivi strategici per l’anno 2011 il Ministero per le pari opportunità ha inserito quello dell’informazione, formazione e sensibilizzazione della società civile e il coinvolgimento delle istituzioni, di soggetti pubblici e privati e dei cittadini nella prevenzione e il contrasto dei crimini sessuali a danno di minori. In questo ambito è stato bandito un avviso pubblico con l’obiettivo di promuovere e sostenere progetti pilota per il trattamento di minori vittime di abuso e sfruttamento sessuale. Il Comune di Perugia ha chiamato a raccolta  tutti i soggetti istituzionali, a vario titolo coinvolti nel trattamento del fenomeno oggetto dell’avviso, si è condivisa l’opportunità di presentare una proposta il cui  proponente è costituito da un insieme di soggetti pubblici e privati (ASL n. 2, Regione, Azienda ospedaliera, Zona sociale n. 2, Cooperativa Borgo-Rete, Nuova Dimensione, Associazione con finalità relativa alla tutela psico-fisica dei minori) che, dopo l’approvazione del progetto, hanno sottoscritto un’associazione temporanea di scopo (ATS). Alla Regione Umbria è stato assegnato il ruolo di soggetto capofila con il compito di coordinamento e monitoraggio”.

 

“L’abuso sui minori – prosegue la vicepresidente – costituisce un’emergenza alla quale bisogna rispondere in termini efficaci mettendo a leva il lavoro di tutti coloro che lavorano in questo campo. La sperimentazione del progetto quindi, prende avvio proprio dall’analisi e dalla valutazione dell’esperienza maturata dagli operatori appartenenti ai vari sistemi istituzionali coinvolti nel territorio intercomunale di Perugia, Corciano e Torgiano ed in quello del Distretto del perugino dell’Asl 2”. “A partire dalla significativa rete di risorse e servizi presenti nel nostro territorio – ha aggiunto - e nel tentativo di superare le criticità oggi esistenti, si vuole promuovere e mettere in atto un percorso progettuale condiviso, teso a migliorare le forme della collaborazione interistituzionale e la  qualità dell’integrazione tra i procedimenti giudiziari e le prassi operative sociali, psicologiche e sanitarie”.
Obiettivi del progetto sono: individuare le attività di protezione, di cura e di sostegno in favore di minori vittime di abuso e sfruttamento sessuale da realizzare in modo integrato, garantire un adeguato coordinamento interistituzionale fra i soggetti pubblici, assicurare un’appropriata integrazione tra i vari sistemi dei servizi e le professionalità coinvolte nella gestione del modello di intervento.

 

“P.I.U.M.A – ha riferito Casciari - prevede l’attivazione di una ‘unità competente multidisciplinare’ (UCM), che sarà composta da operatori con preparazione ed esperienza provenienti sia dai servizi sociali dei tre Comuni che dai servizi socio-sanitari dell’Asl 2 (Dipartimento Salute Mentale – Distretto del Perugino) e prevederà la presenza, quale nucleo minimo di base, di due assistenti sociali comunali e di  due psicologi dell’Azienda U.S.L. n. 2 e verrà integrata da altre figure professionali come lo psichiatra e il neuropsichiatra infantile, pediatri, educatori, consulenti legali  a seconda delle singole situazioni. Inoltre, saranno realizzati due nuovi spazi destinati, il primo alla gestione degli incontri protetti tra minori e familiari, ed il secondo alla conduzione dell’audizione protetta da parte dell’Autorità Giudiziaria. Infine, è previsto un percorso formativo destinato a potenziare sensibilità, conoscenze e competenze, in modo da  sostenere una forte integrazione tra gli operatori”.

 

“Si tratta di un progetto unico nel suo genere, con il quale ci si rimette in discussione – ha detto l’assessore del Comune di Perugia, Andrea Cernicchi – Una coscienza condivisa è la migliore prospettiva di lavoro per affrontare nel suo complesso questa tematica. Siamo riusciti ad ottenere uno stanziamento di risorse importante al quale si aggiunge tutto il potenziale di esperienze dei soggetti impegnati nella tutela dei minori, che è un elemento irrinunciabile per la città di Perugia portatrice di cultura e civiltà. In questo difficile momento, caratterizzato da poche risorse, – ha concluso - si può rinunciare a tappare una buca sulla strada, ma non si può rinunciare alla tutela dei minori e alla promozione delle attività per e dei giovani”.

 

  “Il progetto rappresenta l’inizio di un dialogo fondamentale anche per le scelte in campo giudiziario – ha detto Luca Semeraro del Tribunale di Perugia – Le nostre scelte non sono mai neutre, e si avvalgono dell’aiuto di altri soggetti”. Lo conferma anche, Giuseppina Arcella, giudice del Tribunale dei minori di  Perugia, che ha evidenziato che gli interventi a tutela dei minori, per essere efficaci, devono essere rapidi e, visto  che la  gestione avviene a più livelli, la collaborazione diventa fondamentale. “Siamo i primi – ha detto – a rilevare la necessità di un intervento integrato per evitare il dispendio di energie e dare risposte efficaci”.

 

  Per lo psichiatra Angiolo Pierini dell’Asl 2, “L’abuso sessuale e la violenza sui minori è un atto che coinvolge la coscienza morale di tutta la società”.
“Si continua da anni a lavorare contro l’abuso, ma rimane la sensazione di qualcosa di incompiuto – ha detto – Il progetto risponde a questa esigenza. Per i minori in difficoltà bisogna dare risposte immediate, ma la rapidità comporta il rischio di errori, sperimentare un modello condiviso riduce questa possibilità”. Pierini ha poi evidenziato che “abuso è tutto ciò che non soddisfa la crescita psichica dei minori e ciò che riusciamo a fare per i casi più gravi si può trasferire su tutta l’area della cura e della salute dei minori e dell’infanzia, per tale ragione è fondamentale la formazione”.
E proprio la formazione è stata oggetto dell’intervento di Carlo Alberto Rossetti di Borgo-Rete e Edi Cicchi di Nuova Dimensione, per i quali “la formazione congiunta degli operatori favorisce l’efficacia di un’azione comune, ma anche una condivisione delle difficoltà dei soggetti coinvolti”.

 

Sabrina Boarelli, dell’Ufficio scolastico regionale, ha riferito che “quando si tratta della tutela dei minori la scuola non può non esserci. Si tratta di un progetto importante – ha detto – che va a toccare una tematica delicata con la quale gli insegnanti, purtroppo, si confrontano”.       
L’Associazione Temporanea di Scopo per la realizzazione del progetto è composta da: Regione Umbria - Ente capofila dell’A.T.S, Comune di Perugia, Azienda U.S.L. n. 2, Coop. Soc. “BorgoRete”, Coop. Soc. “Nuova Dimensione”.
Al Tavolo interistituzionale partecipa:Procura Ordinaria di Perugia, Tribunale Ordinario di Perugia,  Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni dell’Umbria, Tribunale per i minorenni dell’Umbria, Questura di Perugia, Azienda Ospedaliera di Perugia, Ufficio Scolastico Regionale, Associazioni di promozione sociale  “MIXTIM” e “Altre Destinazioni” , Comuni di Torgiano e di Corciano.

 

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