Nel palazzo della Provincia di Perugia, si è tenuto un seminario di studi sull’architetto- paesaggista Pietro Porcinai, nel centesimo anniversario della nascita. I lavori sono stati introdotti dal consigliere provinciale di Rifondazione comunista Luca Baldelli che ha parlato dell’opera di Porcinai come elemento di sintesi tra abitanti e territorio. L’architetto Marina Fresa, vice presidente dell’associazione “Pietro Porcinai”, ha fatto alcuni cenni biografici sul grande architetto, per poi riferirsi alla sua capacità di tratteggiare un nuovo modernissimo rapporto tra il territorio e la sua tutela. Di seguito l’intervento dell’Architetto Andrea Pochini, allievo del Porcinai, che, ricordando le opere del Porcinai in Umbria, tra tutte il Mausoleo dei 40 Martiri a Gubbio, ha poi messo l’accento sulla iniziativa che vede l’Aiap impegnata ad un progetto di visite guidate in tutti i giardini d’Italia progettati dal Porcinai stesso. E’ stata poi la volta di Luciano Giacchè, docente di Antropologia dell’Alimentazione, che ha fatto un breve excursus sugli interventi approntati negli anni dalla Provincia di Perugia per la sistemazione dell’area della Polvese in cui il Porcinai aveva progettato un recupero della villa e nuove costruzioni, come quelle di una piscina ricavata in una cava, concludendo poi con un invito a pensare in qualche modo ad una nuova antropizzazione dell’isola stessa, che, senza insediamenti, sotto qualsiasi forma, non può avere futuro. E’ seguito poi un breve intervento dell’Arch. Francesco Scoppola, direttore generale dei Beni culturali e paesaggistici dell’Umbria, che ha invitato a dare di nuovo corpo all’idea della Polvese come riserva integrale. Infine, l’intervento del Prof. Paolo Belardi, docente di disegno dell’architettura presso l’Università di Perugia, che ha ricordato come il Porcinai fosse un architetto non laureato e come perciò da sempre l’architettura sia terreno privilegiato anche per coloro che, fuori dall’ufficialità, abbiano idee originali da trasmettere, considerando come appunto di nuove idee abbia bisogno non solo l’architettura ma tutta la nostra società se non vuole permanere nella crisi. Ed in proposito ha lanciato l’idea per una borsa di studio da assegnare ad un giovane che, esplorando gli archivi delle opere del Porcinai, possa elaborare sul maestro un nuovo punto di vista.

 

Da Cittadino  e Provincia

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