Così Giuliano Giubilei in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook
“Abbiamo il massimo rispetto per l’Esercito Italiano e per il sacrificio dei nostri soldati, impegnati a mantenere la pace in tante aree difficili del mondo o a presidiare obiettivi sensibili nelle città e difenderli da possibili attacchi terroristici.
Così come crediamo che bisogna dare una risposta alla domanda di sicurezza dei cittadini che emerge con forza dalle aree a rischio di Perugia, come Fontivegge”.
Questo e quello che segue è il testo del comunicato stampa che, come opposizione di centro sinistra al Comune di Perugia (PD, Rete Civica Giubilei, Idee Persone Perugia) abbiamo inviato ai giornali sulla vicenda dell’esercito a Fontivegge.
“C’è bisogno di una svolta vera nelle politiche in favore dei territorio: lo abbiamo chiesto con insistenza nel corso dell’ultima campagna elettorale e lo facciamo quasi quotidianamente, di fronte all’inerzia e all’incapacità di intervenire e adottare soluzioni efficaci da parte della giunta Romizi.
Mandare i soldati a Fontivegge non risolverà il problema, nonostante i proclami della Giunta e le esternazioni di ottimismo fatte dalla Lega. Non salverà la città né dallo spaccio, né della criminalità, che purtroppo la fa da padrona nella zona più complicata di Perugia.
Ci vuol poco a capire che se una piazza è presidiata dalla polizia o dall’esercito, i delinquenti si sposteranno un po’ più in là.
Non bastano provvedimenti come questo per risolvere davvero i problemi di un territorio difficile e degradato. Certo che bisogna accrescere il controllo del territorio, ma non si può pensare di trasformare Perugia in una città blindata, stile Sudamerica, con le Forze Armate in assetto di guerra. Il controllo del territorio si fa attraverso le telecamere che vanno incrementate, aumentando il numero di vigili urbani, creando l’app “Perugia sicura” che permetterebbe ai cittadini di segnalare in tempo reale eventuali problemi.
Quella che viene presentata come una vittoria o come un nuovo inizio è in realtà l’ammissione di una sconfitta. Non solo perché in sei anni l’amministrazione comunale di centro destra non è riuscita minimamente a scalfire le attività criminali che si svolgono a Fontivegge ma soprattutto – e questo è la questione centrale – ha fallito tutti gli obiettivi di riqualificazione dell’area.
Non un progetto è andato in porto, come del resto nessuno di quelli programmati in città in questi ormai sei anni. Eppure in questo lungo tempo molti sostegni economici sono arrivati a Perugia, in particolare dal Bando Periferie, promosso dai governi di centro sinistra, e dall’Agenda Urbana delle Regione Umbria. Una mole di finanziamenti importanti che hanno prodotto progetti roboanti rimasti nel cassetto.
Di tutta questa programmazione è rimasto solo la costruzione di un coworking, già in disuso, la rimodulazione, molto discutibile, del parco “Vittime delle Foibe” di Madonna Alta e la costruzione di una Skatepark. Troppo poco, troppo marginale per recuperare e rilanciare un quartiere come Fontivegge.
Come è successo in altre città e perfino in altre zone di Perugia (vedi Via della Viola), i problemi di criminalità si risolvono principalmente riqualificando davvero il quartiere e ricostruendo il tessuto sociale che a Fontivegge si è perso, con l’apertura di spazi di aggregazione, aree per lo sport, la riscoperta di negozi di prossimità.
Le scorciatoie non servono e rischiano di aggravare il problema. O se va bene, di spostarlo qualche centinaio di metri”.
 

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