Conoscere per deliberare. È stato questo, di einaudiana memoria,  il “leitmotiv” della conferenza stampa durante la quale è stato siglato il Protocollo d’intesa per l’istituzione di un Osservatorio permanente sull’occupazione e l’editoria in Umbria. Un Osservatorio sull’informazione locale, quello tratteggiato questa mattina a Perugia nella Sala Rossa della Camera di Commercio dell’Umbria, per “valorizzare il ruolo e il compito dell’informazione alla luce della sempre più pervasiva diffusione delle nuove tecnologie informatiche e dello sviluppo della comunicazione via web”.  Il Protocollo d’intesa per l’istituzione dell’Osservatorio è stato promosso da Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e l’Associazione Stampa Umbra, in collaborazione con Università degli Studi di PerugiaComitato Regionale per le Comunicazioni dell’Umbria (Co.Re.Com.) e Camera di Commercio dell’Umbria.                                                                            “L’iniziativa - ha affermato il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, Mino Lorusso- darà la possibilità di condividere le rispettive competenze e conoscenze, anche attraverso la raccolta di dati, per intraprendere un programma di aggiornamento professionale dei giornalisti rispetto ai nuovi strumenti tecnologici. Obiettivo – ha scandito Lorusso - è una sempre maggiore qualità dell’informazione regionale, del suo pluralismo e dell’indipendenza, tutelando la dignità della professione giornalistica alla luce della normativa sull’equo compenso e dei principi dell’art. 36 della Costituzione”.                                                                                                                          Sul tema della necessità democratica di un’informazione di qualità si è soffermato il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Maurizio Oliviero, che ha rilevato come “il mondo dell’informazione, la cui qualità è fondamentale perché possa giocare il suo ruolo fondamentale in un sistema democratico, é in profonda trasformazione e presenta numerosi problemi che minacciano la sua qualità. Problemi che vanno messi bene a fuoco, conosciuti nei loro dettagli, per aiutare a mettere a punto un pacchetto di interventi di sostegno all’informazione che garantiscano il suo pluralismo, la sua indipendenza e la sua qualità”.                                                                        Il Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, ha evidenziato come “una stampa forte e libera sia fondamentale per lo sviluppo della società e questo Osservatorio deve riuscire a fornire un bagaglio di dati e conoscenze per interventi di breve, medio e lungo e periodo che rafforzino l’informazione e aiutino concretamente nella transizione digitale del settore. La Camera di Commercio dell’Umbria metterà a disposizione i suoi dati elaborati e già a breve, appena passata l’estate, presenterà una prima indagine che verrà condivisa con l’Osservatorio”.     

Mirko Minuti, Delegato per il Corecom Umbria, ha affermato che “il Corecom aderisce con convinzione all’Osservatorio permanente sull’occupazione e l’editoria in Umbria, mettendo a disposizione l’attività che già svolgiamo con regolarità per monitorare l’evoluzione del settore nelle sue varie dinamiche. Un lavoro di squadra, quello dell’Osservatorio, che, mettendo a fattor comune dati e conoscenze, potrà fornire un’importante bussola di riferimento”.                                                                                                                                      Luana Pioppi, Vicepresidente dell’Associazione Stampa Umbra, ha affermato “che c’è una grande necessità di certificare una situazione dell’informazione che, in Umbria e non solo, presenta enormi difficoltà e anche di allarme. Perché quando gli editori pagano pochi, pochissimi euro ad articolo, la qualità inevitabilmente svanisce e il ruolo che l’informazione dovrebbe avere in una democrazia viene svilito e umiliato. L’Osservatorio dovrà aiutare a fornire dati e conoscenze in maniera permanente, con lo scopo di ottenere interventi che possano cambiare una situazione di precarietà e sottoretribuzione che sta sfigurando la faccia stessa dell’informazione".

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