Rifondazione comunista dell'Umbria valuta in maniera molto negativa quanto sta accadendo rispetto alla questione rifiuti nella nostra regione.
La chiusura delle discariche, scongiurata solo per un mese dall'ordinanza della Presidente Marini, ha determinato una situazione di grande difficoltà per il conferimento dei rifiuti nei comuni del Trasimeno e del Perugino. Anche su questo tema le responsabilità del governo Monti sono state e sono enormi. Detto questo pensiamo però che vadano evitate drammatizzazioni ed emergenze tanto care ai sostenitori dell'incenerimento dei rifiuti. E' di tutta evidenza che se si passano mesi a "lavorare" sui risultati delle primarie del proprio partito o su una possibile candidatura al Parlamento il rischio di un mancato governo dei rifiuti diventa realtà, una realtà pesante per i cittadini e per i lavoratori del settore. Lo abbiamo già proposto e torniamo a farlo: in Umbria serve adottare la strategia “rifiuti zero”, un ulteriore passaggio senza il quale sarebbe impossibile dotare il piano regionale di quella efficacia, degli strumenti e di quegli obiettivi, (quali il volume della raccolta differenziata al 65% alla fine del 2014, come indicato dalla Regione, fino al risultato finale di annullare i rifiuti nel 2020), necessari a garantire la riduzione dei rifiuti a monte come input indispensabile per rendere pienamente virtuoso il ciclo. Serve l'apertura di una fase nuova nel governo dei rifiuti in Umbria. Per quanto ci riguarda ribadiamo che siamo stati, siamo e saremo contro l'incenerimento dei rifiuti.

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