“L'immondo quadro emerso dall'inchiesta di Report sugli approvvigionamenti di gas in Italia e le profonde connivenze con il colosso russo Gazprom smascherano la natura profonda del governo Monti, tutt'altro che discontinuo con quello Berlusconi”. Paolo Brutti, consigliere regionale dell'Italia dei Valori, riprende i contenuti dell'inchiesta televisiva “sulla condotta di Eni e del suo amministratore delegato Paolo Scaroni”.

 

“L'idea del ministro Passera di fare dell'Italia il principale stoccatore di gas, perpetuando il rapporto tra Italia e Russia, con Berlusconi, Putin e l'immancabile Dell'Utri nel ruolo di ispiratori principali, rivela chiaramente come il sobrio governo tecnico sia sobriamente sensibile agli ingenti guadagni legati all'approvvigionamento energetico. Si alimentano - afferma Brutti - ambigui legami con società misteriose e si moltiplicano all'infinito i guadagni dei manager Eni, Scaroni in testa, senza che ai cittadini venga mai tolto un euro in bolletta. Quei cittadini che per pagare il conto di questa vergogna sono costretti a chiedere aiuto ai servizi sociali”.

 

“Il gasdotto, che nei progetti dovrebbe attraversare l'Appennino umbro – rincara Brutti - è un pezzo strategico di questo disgustoso puzzle e fa restare senza parole il pronunciamento favorevole di alcuni sindaci della Valnerina. Dopo il ravvedimento di Emili, a Cascia, stiamo aspettando che i sindaci Stefanelli di Norcia e Bellini di Preci, entrambi del Pd, facciano altrettanto. C'è un limite a tutto, anche all'ambiguità”.

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