di Valentina Sanseverino

Benzina a -21 cent e oltre alla Esso, rifornimenti economici sulla linea Q8 Easy, sconti sul servito alla IP, tariffe estive ridotte per TotalErg: Quotidiano Energia di questa settimana riporta prezzi da capogiro per l'olio nero che, sulla scia di un'imponente campagna promozionale avviata da Esso, ha costretto i vari gestori a tagliare i prezzi nei week end, con conseguenti code chilometriche che intasano i centri cittadini e serbatoi agli sgoccioli in attesa dello scivolone dei prezzi del venerdì. Ma la battaglia a colpi di sconti dei gestori durerà poco: è in arrivo una nuova raffica di aumenti sui prezzi dei carburanti, proprio all'indomani dell'annuncio, da parte dei benzinai, di un imponente sciopero nel cruciale primo fine settimana di agosto.

Converrà dunque fare il pieno prima, ma con prezzi ampiamente ritoccati - ad esclusione, probabilmente, di quelli della Tamoil, che non ha attuato alcuna politica di sconti negli scorsi weekend - con aumenti sulla benzina compresi tra 0,4 centesimi (TotalErg) e 1,1 centesimi (Eni) e sul gasolio tra 0,5 centesimi (Esso e Q8) e 2 centesimi (IP), secondo quanto riportato da Staffetta Quotidiana, che riporta prezzi medi consigliati alla pompa sulla modalità servito da 1,837 euro/litro (+0,6 centesimi) per la benzina e 1,734 euro/litro (+1 centesimo) per il diesel. Nel dettaglio aumentano i prezzi di Eni +1,2 cent euro/litro sulla benzina e +1,3 sul diesel; Esso +1 e +0,5; Q8 +0,5 e +1; Total Erg rispettivamente +0,4 e +1 cent; IP +2 cent solo sul diesel.

A rendere ancora più rovente il clima nelle stazioni di servizio, poi, anche l'annunciato stop all'erogazione di carburante (anche da self service) in segno di protesta contro le manovre del governo e i giganti dell'industria petrolifera "I petrolieri vogliono approfittare della confusione politica e della pesantissima crisi che ingessa il Paese, per regolare i conti con una intera categoria di lavoratori, consolidare le proprie rendite e scaricare sulla collettività il costo sociale di altri 120.000 disoccupati - si legge in una nota diramata stamane dalle associazioni di categoria - Tutto questo con la responsabilità diretta e colpevole del Governo che, nonostante 14 differenti sollecitazioni formali e appelli di ogni tipo, si è sistematicamente sottratto a qualsiasi tipo di confronto ed è inerte di fronte alla violazione delle leggi in vigore.

Compresa quella recentissima del decreto liberalizzazioni, rimasta per l'essenziale lettera morta". La campagna informativa e di sensibilizzazione sulle modalità e le ragioni di uno sciopero che rischia di paralizzare il paese proprio nei giorni dell'esodo estivo partirà questo mercoledì e proseguirà fino alla chiusura delle pompe: lunedì 23 luglio è già in programma la sospensione degli accordi collettivi per la parte riguardante il prezzo massimo di rivendita sui carburanti (scaduti, ma mai rinnovati) mentre da lunedì 30 luglio a domenica 5 agosto saranno sospesi i pagamenti del rifornimento da carte di credito, pago bancomat e carte bancarie, per protesta contro la manovra del governo che ha aggirato la norma che avrebbe dovuto garantire la gratuità dei pagamenti con tale modalità a consumatori e gestori.

Altri motivi all'origine della protesta sono il taglio unilaterale dei margini fino al 70%, i licenziamenti forzati degli addetti alla distribuzione, il rifiuto di adottare diverse tipologie contrattuali, la discriminazioni sui prezzi che spingono fuori mercato migliaia di impianti senza possibilità di reazione e le vendite autostradali totalmente cannibalizzate. "Questi - prosegue la nota delle associazioni - sono solo alcuni dei comportamenti in aperta violazione delle leggi esistenti che l'industria petrolifera sta adottando sistematicamente, colpendo oltre 20mila piccole imprese di gestione che occupano circa 120mila persone e sostengono la sopravvivenza di altrettante famiglie".
E intanto un secco "No" allo sciopero arriva dal Presidente dell'Autorità di garanzia sugli scioperi Roberto Alesse, che ha ammonito i gestori ricordando innanzitutto che la regolamentazione vigente
nel settore non consente di scioperare nei periodi di franchigia e, comunque, proibisce astensioni collettive in tale settore nei giorni compresi tra il 10 ed il 20 agosto e tra il 26 agosto ed il 5 settembre. Il garante ha inoltre invitato le parti a garantire almeno le prestazioni indispensabili e ad escludere dal fermo le zone colpite dal sisma in Emilia, ove vige lo stato di emergenza.

Fonte: controlacrisi.org

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