di Stefano Vinti 

Grave saldo negativo nel 2023 tra imprese che chiudono e imprese che aprono. La destra umbra esca dalla bolla propagandistica.

Un ulteriore dato, a conferma dell'Umbria che proprio non va, è quello relativo al saldo delle imprese che aprono e quelle che chiudono nel 2023. Per la prima volta dal 2009 il saldo è negativo. Infatti, nel 2023 in Umbria le aperture d'impresa sono state 3975 rispetto alle 4077 del 2022, mentre le cessazioni di attività sono state 4.114 rispetto alle 3.877 del 2022.
Con una situazione pessima nella provincia di Perugia rispetto a quella di Terni, e tra i pochi settori che tirano ci sono l'edilizia (grazie al Superbonus 110) e il turismo.
Ennesimo dato molto grave dell'economia regionale, che smentisce in modo clamoroso la propaganda della Giunta regionale e dei partiti di maggioranza, l' Umbria è in pieno declino economico e sociale, e peggio starà con l'autonomia Differenziata (la secessione delle regioni ricche). Un declino che addirittura la destra umbra non vede, e tanto meno è dotata di una strategia per venirne fuori.
Costruire l'alternativa politica, economica e sociale è una urgenza e una necessità.

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