Crolla il mercato immobiliare: in Umbria il fatturato è sceso del 26,9%
di Armando Allegretti
PERUGIA - Crolla il mercato immobiliare. Nel 2012 sono andate in fumo oltre 150 mila compravendite rispetto al 2011. Secondo il rapporto immobiliare 2013 di Abi e Agenzia delle Entrate è peggior risultato dal 1985 quando le abitazioni comprate e vendute erano state circa 430 mila.
Secondo quanto pubblicato nel rapporto presentato il 14 maggio, c’è stata una riduzione del 27,5%, per i volumi di compravendita delle abitazioni, rispetto al 2011. Le transazioni sono scese a 448.364. la diminuzione maggiore è stata registrata nei comuni non capoluogo che hanno registrato il -26,1% di vendite. Sempre caratterizzati dal segno meno i comuni capoluoghi che registrano un calo di vendite pari al -24,8%.
A livello regionale, invece, l’andamento del mercato residenziale risulta negativo in tutte le regioni con diminuzioni rispetto al 2011 che vanno dal -17,7% della regione Basilicata al -30% circa delle regioni Emilia Romagna e Marche. L’Umbria non si allontana tanto dalla diminuzione più alta tant’è che presenta una diminuzione pari al -26,1%.
Le regioni con le quote più alte per quanto riguarda la compravendita sono la Lombardia (19,9%) e il Lazio (10,9%) e sono quelle che nel 2012 registrano un’intensità del mercato immobiliare (IMI) più alta rispetto alla media nazionale (1,64% e 1,59% rispettivamente). Non male l’Umbria che registra invece un IMI pari all’1,33%. L’intensità di mercato immobiliare più basso è registrato in Calabria dove non si raggiunge l’1% delle compravendite sul totale dello stock delle abitazioni disponibili (0,92%).
Lo stesso trend negativo è riscontrato nelle compravendite che riguardano la nuda proprietà. In questo caso le quote maggiori sono detenute da Lombardia e Lazio che registrano comunque variazioni negative vicine alla media nazionale (-23,2%). Anche l’Umbria, per quello che riguarda la nuda proprietà è vicino alla media nazionale con una percentuale di invenduti pari al 22,2%.
I mutui ipotecari in forte diminuzione. I mutui ipotecari per l’acquisto di abitazioni da parte di persone fisiche subiscono, nel 2012, rispetto al 2011 una forte flessione negativa del -38,6%. La perdita più elevata, che sfiora il -45%, si registra in Molise, seguita a breve distanza dalle regioni Marche, Sicilia e Umbria che registra una diminuzione del 40,9%. La differenza rispetto al 2011 in Umbria è tra le più alte con un calo dell’8,3%, considerando che la variazione più alta si attesta al -10%.
Conseguentemente al calo delle vendite anche il fatturato subisce una brusca frenata. In riferimento alle stime del 2012, l’Umbria ha registrato un calo, rispetto al 2011, del -26,9%, registrando un fatturato di 894 milioni di euro.
E se i dati sono davvero impietosi, c’è già chi punta il dito e trova il colpevole. È Comitas, l’associazione delle microimprese italiane, a non avere dubbi: la causa del crollo del mercato immobiliare risiede nell’Imu e nel blocco nella concessione di mutui da parte delle banche. Il crollo delle compravendite, registrando il peggior livello dal 1985 – fa notare l’associazione – coincide proprio con l’anno nel quale è stato introdotto l’Imu. Ma le responsabilità del tracollo che ha colpito il mercato vanno ricercate anche nelle banche, che hanno ridotto sensibilmente la concessione di mutui alle famiglie, rendendo sempre più una chimera l’acquisto di una casa.




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