di Joseph Stiglitz

I modelli di credito avrebbero dovuto dire loro che era necessario concentrarsi maggiormente sulle banche più piccole, quelle attive su base regionale e da cui dipende il finanziamento di tante piccole e medie imprese, e avrebbero potuto dare loro indicazioni sul modo migliore per orchestrare una ricapitalizzazione delle banche in grado di rimettere in moto il flusso del credito. (I modelli standard,  anche quando introducevano l'eterogeneità, ignoravano i fattori chiave all'origine di differenze significative, per esempio,  nella propensione marginale al consumo o nella costrizione dei vincoli finanziari. Dal momento che le banche erano quasi del tutto assenti da questi modelli perfino nelle versioni utilizzate dalle Banche centrali i modelli avevano poco da dire sulle misure per rimettere in moto il flusso del credito, incluse le ricapitalizzazioni).

La mia speranza è che in futuro sia più difficile che un modello unico un paradigma semplice (ma sbagliato) arrivi a ritagliarsi un ruolo dominante come è successo in passato. I modelli futuri potrebbero cercare di riprodurre in modo più realistico il settore bancario e il settore bancario ombra, questioni distributive fondamentali come le dinamiche del ciclo vitale (life-cycle) e i vincoli del mercato finanziario, ma per fare questo potrebbe essere necessario semplificare in altre direzioni, meno importanti.

L'attenzione dovrebbe essere concentrata sul cercare di capire perché i mercati a volte non funzionano bene e in che modo Governi con informazioni limitate possono intervenire per migliorare il loro funzionamento. Un approccio del genere dovrà includere necessariamente un'analisi del rischio, delle informazioni e delle istituzioni in un contesto di disuguaglianza, globalizzazione e trasformazioni strutturali, con una maggiore sensibilità a quegli assunti (inclusi gli assunti matematici) che presumono di fatto quello che dev'essere dimostrato (per esempio riguardo ai benefici della diversificazione del rischio, degli effetti delle ridistribuzioni). Questo approccio dovrà essere bastato sulla consapevolezza che in presenza di informazioni imperfette e mercati del rischio incompleti, le economie di mercato non sono necessariamente efficienti o stabili.

Questi problemi non sono capricci trascurabili, su cui sorvolare in omaggio alle virtù del capitalismo. Anche cambiamenti di così modesta portata sarebbero un buon inizio: la posta in palio è importantissima e il costo di aver prestato troppa attenzione ai modelli sbagliati degli economisti è stato enorme.

 

Tratto da Rethinking Macroeconomics: What Went Wrong and How to Fix It pronunciato a New York al convegno della Herbert Simon Society

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