Pesante arretramento del sistema imprenditoriale della provincia di Perugia. Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Avevamo previsto un inizio di 2013 molto pesante, ma la realtà è andata ben oltre. Da gennaio a marzo il sistema imprenditoriale provinciale ha perduto 1.789 imprese, mentre le nuove iscrizioni si sono fermate a 1.147 unità, con un saldo negativo di 642 imprese. Un dato che peggiora il – 168 registrato nell’ultimo trimestre del 2012, quando assistemmo ad una decisa frenata rispetto all’andamento medio dell’anno”.

“In provincia di Perugia, più imprese chiudono e meno ne nascono a un ritmo che supera di molto la media nazionale. Un gap che si allarga e che rischia di marginalizzare la nostra economia rispetto ad altre aree del paese che dimostrano maggiore capacità di resistenza alla crisi”.

“Non possiamo più attendere, abbiamo bisogno di quegli interventi che sollecitiamo da troppo tempo: il nuovo Governo deve impegnarsi nel dare risposte a imprese che non riescono più a reggere il mercato”.

Le imprese entrate nella fase di scioglimento o liquidazione nel primo trimestre 2013 sono state molto numerose in rapporto alle nuove iscrizioni, ma è tuttavia confortante che il loro numero si sia ridotto di oltre il 10% rispetto al primo trimestre 2012 (andamento in linea con quello a livello nazionale dove la riduzione è stata dell’11%).

Positiva la forte diminuzione dei fallimenti e i concordati, con  il maggior numero di casi che si osserva nelle Costruzioni, nel Commercio e nel Manifatturiero.

Al 31 marzo 2013, lo stock di imprese provinciali  scende a 73.416 unità, il dato più basso dal I trimestre 2010.

Il primo trimestre del 2013 mostra un forte indebolimento del sistema imprenditoriale della provincia di Perugia; le cessazioni d’impresa sono state 1.789, circa il 50% in più delle nuove iscrizioni (1.147); inoltre, le aziende in fase di scioglimento/liquidazione o in procedure concorsuali sono state il 31% delle nuove iscritte.

“Avevamo previsto un inizio di 2013 molto pesante, ma la realtà è andata ben oltre. Da gennaio a marzo il sistema imprenditoriale provinciale ha perduto 1.789 imprese, mentre le nuove iscrizioni si sono fermate a 1.147 unità, con un saldo negativo di 642 imprese. Un dato che peggiora il – 168 registrato nell’ultimo trimestre del 2012, quando assistemmo ad una decisa frenata rispetto all’andamento medio dell’anno. E’ vero che nel primo trimestre dell’anno si concentra il maggior numero di cessazioni rispetto alla media annuale, ma impressiona il confronto tra l’ultimo trimestre 2012 e il primo 2013, con le cessazioni che risultano praticamente raddoppiate: 908 contro 1.789”.

Il saldo negativo tra nuove iscritte e cessate nella provincia di Perugia (-642) risulta proporzionalmente superiore a quello osservato a livello nazionale.

“In provincia di Perugia, più imprese chiudono e meno ne nascono a un ritmo che supera di molto la media nazionale. Un gap che si allarga e che rischia di marginalizzare la nostra economia rispetto ad altre aree del paese che dimostrano maggiore capacità di resistenza alla crisi”.

Ulteriore aspetto critico è il fatto che, rispetto allo stesso trimestre del 2012, si osserva una forte diminuzione delle iscrizioni (-17,4%, mentre a livello nazionale si è avuta una diminuzione solo dell’1,4%) e un aumento delle cessazioni non d’ufficio (3,2%, risultato anche in questo caso peggiore del valore nazionale attestato al 2,5%).

Un segnale positivo arriva dalla riduzione delle imprese entrate in scioglimento o liquidazione volontaria (-11%) e di quelle sottoposte a procedure concorsuali (-48,6%).

Ancora il Presidente Mencaroni: “È importante sottolineare, tuttavia,  che nel caso delle società di capitali, il saldo tra iscrizioni e cessazioni rimane positivo, e le iscrizioni crescono rispetto al primo trimestre 2012 di oltre il 6%. Nel trimestre in esame, quindi, la componente più strutturata del sistema produttivo perugino ha beneficiato di un complessivo rafforzamento”.

Al contrario, le imprese individuali – oltre la metà di tutte le imprese provinciali - subiscono, una contrazione particolarmente pesante con le cessazioni che superano le iscrizioni di quasi il 70% e una diminuzione di queste ultime del 23% rispetto al primo trimestre 2012.

Le società di persone registrano un saldo tra iscrizioni e cessazioni leggermente negativo e una contrazione delle prime del 17% rispetto sempre al primo trimestre 2012.

“Una condizione del genere dimostra che ogni allarme è ormai superato: abbiamo bisogno di quegli interventi che sollecitiamo da troppo tempo. Il nuovo Governo deve impegnarsi nel dare risposte concrete e immediate, se vogliamo evitare una progressiva rarefazione del nostro tessuto produttivo”. 

 

L’andamento delle iscrizioni nei diversi comparti produttivi

Il Commercio è di gran lunga il comparto con il maggior numero di iscrizioni (quasi il 30% del totale delle classificate), ma anche quello in cui si registrano il maggior numero di cessazioni, quasi il 26% del totale.

Rispetto al primo trimestre 2012, le iscrizioni di nuove imprese diminuiscono in tutti i comparti, con riduzioni particolarmente consistenti nelle Costruzioni (-38,5%), nei Servizi alle imprese (-25,5%) e nel Commercio (quasi -20%).

L’andamento delle cessazioni  nei diversi comparti produttivi

 

La distribuzione delle cessazioni è analoga a quella osservata per le iscrizioni con il Commercio, come detto,  che registra il numero nettamente maggiore di casi (quasi il 26% del totale). Tra gli altri comparti, l’Agricoltura e le Costruzioni hanno subito un numero di cessazioni piuttosto elevato (pari rispettivamente al 17% e al 19% del totale).

Rispetto al precedente trimestre, le cessazioni diminuiscono di circa il 30% in Assicurazione e credito (dove il numero di imprese è però molto modesto) e del 7% nel Manifatturiero. Sono, invece, in aumento in Trasporti e spedizioni (oltre il 22%), nel Turismo (quasi 19%) e nelle Costruzioni (quasi 8%).

In tutti i comparti, le cessazioni sono più numerose delle iscrizioni, ad eccezione di Assicurazione e credito che registra un saldo leggermente positivo.

 

Iscrizioni di imprese “femminili”, “giovanili” e “straniere”

Nel primo trimestre 2013, il 29% delle nuove iscritte sono imprese “giovanili” e il 30% sono “femminili”. Più modesta l’importanza delle imprese “straniere” che arrivano al 12% circa delle nuove iscritte nel trimestre.

Rispetto al primo trimestre 2012, le iscrizioni sono in diminuzioni sia nelle imprese “femminili” (-8,5%), che in quelle “giovanili” (-21% circa) e “straniere” (-31,5%). Queste variazioni sono nettamente peggiori di quelle osservate a livello nazionale.

Scioglimenti, liquidazioni e procedure concorsuali

Le imprese entrate nella fase di scioglimento o liquidazione nel primo trimestre 2013 sono state molto numerose in rapporto alle nuove iscrizioni. È tuttavia confortante che il loro numero si sia ridotto di oltre il 10% rispetto al primo trimestre 2012 (andamento in linea con quello a livello nazionale dove la riduzione è stata dell’11%). Il maggior numero degli scioglimenti e liquidazioni riguarda le aziende dei Servizi alle imprese e del Commercio; relativamente numerosi i casi anche tra le aziende delle Costruzioni e del Manifatturiero.

Sono in forte diminuzione anche i fallimenti e i concordati; il maggior numero di casi si osserva nelle Costruzioni, nel Commercio e nel Manifatturiero.

 

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