di Franco Calistri

 

PERUGIA - Si torna a parlare di reddito minimo grantito o di inserimento o di solidarietà; l'ho fatto anche il neo Presidente Enrico Letta illustrando il gattopardesco programma del suo governo alle Camere. Subito si sono levate le voci dei soliti autorevoli economisti a sottolineare che, come in una storica canzone della Nannini, il reddito minimo garantito è bello ma impossibile, dati gli alti costi insopportabili per un bilancio pubblico sempre sull'orlo del collasso come quello italiano. Eppure, come dimostrato da alcuni (questi veramente autorevoli) economisti del sito lavoce.info, una misura di reddito garantito del tipo di quella adottata nella provincia di Trento verrebbe a costare tra i 5 ed i 7 euro al mese a cittadino: si avete letto bene tra i 5 ed i 7 euro al mese.

 

Innanzitutto va ricordato che una sorta di reddito minimo di inserimento (RMI) era stato sperimentalmente introdotto nel 1998 dal governo Prodi, poi cancellato e sostituito nel 2004 per opera della nuova maggioranza di centro destra da un mai attuato reddito di ultima istanza. In Friuli Venezia Giulia l'esperienza del reddito base avviata nel 2007 è stata bloccata nel 2008 con il passaggio da un governo di centro sinistra ad uno di centro destra. Le esperienze delle leggi regionali di Lazio e Campania, promosse da giunte di centro sinistra, si sono perse nei meandri regolamentari e nelle insufficienti dotazioni di bilancio. In questo panorama non certo consolante dal 2009 in Provincia di Trento esiste e resiste il reddito di garanzia. L’intervento, come ricorda Gianfranco Cerea in un suo articolo apparso sulla citata lavoce.info, prevede l’erogazione di un beneficio monetario di importo variabile che va a coprire la differenza tra l'effettiva condizione economica del nucleo familiare e la soglia di povertà relativa. Ad esempio, una famiglia di tre componenti, con un reddito di 700 euro mensili ha diritto a una integrazione di circa 400 euro. La somma spettante è poi eventualmente integrata con un importo per il sostegno del canone d’affitto. L'intervento, per evitare di cadere nella cosiddetta trappola della povertà, è accompagnato da  misure di integrazione sociale e di politiche del lavoro ed è limitato nel tempo : l'intervento dura 4 mesi, rinnovabili dopo verifica per non più di tre volte in due anni. La valutazione delle condizioni economiche del richiedente tengono conto del reddito dichiarato (al netto delle imposte, delle spese mediche e dell’affitto/rata del mutuo, ma comprensivo di sussidi e di ogni altra voce d’entrata del nucleo) e del patrimonio posseduto (con esclusione della prima casa), affiancati da indicatori di consumo (auto, ampiezza dell’abitazione, affitto). Il tutto all'interno di un rigoroso quadro di controlli per evitare abusi.  Da quando è stata introdotta fino al 2012 i beneficiari di questo intervento sono stati circa 10.000 con una media di ingressi mensili pari a 251 unità. Nel 2012 l'integrazione media erogata a nucleo familiare si aggira attorno ai 2.000 euro, per un onere complessivo di 21,4 milioni di euro.

 

Quanto costerebbe esportare a livello nazionale l'esperienza trentina. Secondo stime operate da lavoce.info, tenendo presente i dati Istat sull'incidenza della povertà, si avrebbe un costo di 5,3 miliardi così ripartiti: 1 miliardo al Nord, 0,6 miliardi al Centro e 3,7 miliardi nel Mezzogiorno. La Regione con la spesa maggiore sembrerebbe la Sicilia, con un costo stimato che supera 1 miliardo di euro, ovvero tanto quanto sarebbe richiesto per finanziare la spesa di tutto il Nord Italia. Nel caso dell'Umbria la spesa sarebbe attorno ai 61 milioni.

 

Come si vede si tratta di cifre non impossibili: per altro va considerato che una misura di questo tipo assorbirebbe misure socio-assistenziali già in essere e adottando sistemi rigorosi di controllo i costi risulterebbero alla fine assai contenuti, molto ma molto al di sotto delle cifre che vengono sparate in questi giorni. Il governo Letta, per il momento tutto impegnato sulla diatriba IMU si IMU no, avrà il coraggio di David mettendo in campo una misura di questo tipo?

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