Confesercenti Umbria: "No a negozi sempre aperti"
"In un momento in cui i consumi sono crollati non e' che stando aperti giorno e notte si risolvevano i problemi di un intero settore". E' il giudizio di Confesercenti dell'Umbria che, in merito alla Legge regionale sul commercio, approvata in questi giorni da Palazzo Cesaroni, sottolinea come "il provvedimento recepisce prevalentemente gli indirizzi del famoso decreto denominato 'Salva Italia' con il quale l'allora governo Monti liberalizzo' completamente sia gli orari di apertura che le giornate festive, ma e' assolutamente necessario che il Parlamento torni alla vecchia normativa". "Una miriade di negozi nella nostra regione hanno chiuso i battenti - si legge in un comunicato di Confesercenti - con i dipendenti che sono continuamente sul piede di guerra e i consumatori che hanno solo modificato il loro modo di fare la spesa ma senza aumentare di un centesimo quanto destinato ai consumi. Chiudere la domenica quando non e' strettamente necessario e' importante per noi perche' ci permette di riposare, di stare in famiglia, di condividere tempo libero e interessi. Gli eccessi di liberalizzazioni penalizzano i piccoli negozi, costringendo imprenditori e lavoratori a sacrificare valori importanti come la famiglia". Per Confesercenti "senza una nuova legge nei prossimi 5 anni altri 80.000 negozi, di cui almeno altri 5.000 in Umbria, chiuderanno e le nostre citta' saranno sempre piu' vuote e meno sicure".




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