Uniamo la sinistra o liberiamo il campo
Cari dirigenti dei maggiori partiti della sinistra italiana, extraparlamentare e non. La rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica è probabilmente il momento più basso della storia politica del dopoguerra.
La bocciatura da parte del Pd di un candidato onesto e capace come Stefano Rodotà deve per noi, popolo della sinistra, rappresentare il punto di svolta. Dobbiamo capire definitivamente e una volta per tutte che il Partito Democratico non può essere un interlocutore politico né a livello nazionale né al livello locale dove per troppo tempo l'abilità, più che la bravura, dei suoi amministratori è stata presa come giustificazione per costruire alleanze che non hanno più futuro.
Dobbiamo ricostruire la Sinistra in Italia, e dotare questo paese di un alternativa valida e concreta e soprattutto credibile a sinistra del Pd.
Per far questo non possiamo chiuderci in recinti ideologici identitari né continuare a cercare vie “diplomatiche” per spostare a sinistra coalizioni che servono solo ai liberisti del Pd per racimolare i voti necessari per continuare ad operare il massacro sociale che stanno portando avanti ininterrottamente dal 1998 a oggi.
So che i fallimenti alle spalle sono già numerosi, dalla Sinistra Arcobaleno a Rivoluzione Civile passando per la Federazione della Sinistra, eppure non vi è altra via se non quella di riunire le forze che un tempo si riconoscevano sotto il nome di Rifondazione e proporre un soggetto nuovo di sinistra.
Una Sinistra senza aggettivi che dividono e non uniscono, che confondono e non spiegano che oggi, in questo contesto storico non ha più senso discutere delle differenze fra Socialismo e Comunismo se finanche chi prova a fare delle politiche semplicemente socialdemocratiche è additato di estremismo. Sinistra quindi, prendendo esempio dalla Linke, da Syriza da Izquierda Unida e dall'Unione delle sinistre francesi.
Una Sinistra che sia alternativa al Pd, che solo chi è alienato o in malafede può ancora ritenere forza di sinistra, ma che lo sia ovunque. Dalle circoscrizioni a Montecitorio perché gli alibi sono finiti.
Una sinistra che abbia una coscienza politica maggiore del Movimento Cinque Stelle e che a differenza di questo non si limiti a inveire contro gli sprechi e la malapolitica ma che proponga misure politiche anticapitalistiche.
Cancelliamo tutto quello che è successo fino ad oggi, non chiediamo ancora autocritiche per scissioni e divisioni che hanno distrutto l'esperienza di Rifondazione né per scelte politiche scellerate. Gli errori sono stati commessi da tutti in quantità gigantesca, lo sappiamo. Ma oggi è necessario voltare pagina e ricominciare da zero.
Dateci una sinistra degna di questo nome e non costringete chi non ne può più della politica del Pd a votare Beppe Grillo.
Alessandro Chiometti




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