Omicidio Rosi: la sentenza non prima di metà giugno
di Elio Clero Bertoldi
Questa mattina riprende, nell'aula degli Affreschi, il processo per l'omicidio del bancario Luca Rosi, per il quale sono imputati quattro rumeni (Iulian Ghiorghita, Aurel Rosu, Dorel Gheorghita e Catalin Simionescu). La parola passa oggi alle parti civili ed in particolare ai familiari della vittima (rappresentati dagli avvocati Valeriano Tascini e Silvia Egidi) e dal Comune di Perugia (patrocinato dall'avvocato Luciano Ghirga). Per la sentenza del gup Lidia Brutti, tuttavia, bisognerà attendere ancora una sessantina di giorni (ed almeno altre due udienze nel corso delle quali la parola passerà alle difese, cioé agli avvocati Alessandro Ricci, Antonietta Salis e Fernanda Cherubini), dunque non prima della metà di giugno. D'altronde tutti gli imputati si trovano in stato di carcerazione preventiva. Contro i quattro i pubblici ministeri Antonella Duchini, Giuseppe Petrazzini e Mario Formisano hanno sollecitato tre condanne all'ergastolo (Ghorghita, Rusu e Gheorghita) e 20 anni di reclusione (il palo e basista Simionescu). Omicidio pluriaggravato, violenza sessuale, porto abusiva d'arma, più episodi di rapina (tra consumate e tentate) sono i reati contestati, a vario titolo, ai quattro imputati.




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