di Umberto Marini 

Gli avvenimenti politici di queste ultime ore hanno dell’incredibile. Sono talmente bislacchi che non riusciamo a capire se metterla sul ridere o se piangerci su.

Mentre i dieci saggi, incaricati dal Capo dello Stato per tentare di dipanare l’intricata matassa che al momento vieta la formazione del nuovo Governo sono ancora chiusi in “concistoro”, Monti seguita a guidare un Esecutivo che, pur non avendo avuto il placet da parte del nuovo Parlamento, è insediato stancamente a Palazzo Chigi con il suo gruppo di lavoro.

 

A Monti i cittadini italiani devono gratitudine per aver saputo abilmente traghettare il Paese dall’eccessivo ottimismo con il quale Berlusconi e Tremonti intendevano curare una malattia giunta allo stato terminale (leggesi profonda crisi economica), di cui i due responsabili negavano caparbiamente l’esistenza, per condurla in acque meno agitate, con la consapevolezza di intervenire in una situazione critica ed allarmante, senza tuttavia suscitare eccessivo panico nei cittadini.

 

Poi, con la sua improvvida discesa in politica, ha bruciato il credito che si era ampiamente meritato, per non essere stato in grado di completare l’opera, arginando una crisi che al momento appare inarrestabile anche per colpe del suo Governo. Malgrado ciò, il professore, è tuttora in cattedra, se pur con tanta voglia di venire sollevato dall’incarico il prima possibile, per uscire fuori indenne da ulteriori colpe.

 

Questa la prima anomalia che si riscontra in questo periodo.

La seconda è rappresentata dall’appuntamento che si sono dati Berlusconi e Bersani, per un incontro riservato che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto servire a chiarire i loro reali intendimenti sulle primissime iniziative da assumere per sbloccare l’attuale situazione di generale stallo che è diventata insostenibile, con anche il mondo dell’imprenditoria che da settimane sta gridando e pregando che “bisogna far presto” se si vuol uscire senza ulteriori danni dall’emergenza economico-sociale e portarci lontano, al riparo da quel colossale disastro che inevitabilmente si riverberebbe, con conseguenze catastrofiche, oltre che sulla già molto disastrosa precarietà che attraversa il Paese, anche sulle condizioni di vita, presenti e future degli Italiani. Un grido doloroso, quello di Confindustria, lanciato anche per mettere fine alla tragedia dei suicidi di lavoratori, artigiani e piccoli imprenditori, giunti alla disperazione che pagano con la propria vita l’ignavia di uomini politici corrotti ed irresponsabili.

 

Dopo anni di totale freddezza ed incomunicabilità, di varie canagliate, ribalderie reciproche, e pesanti vicendevoli apprezzamenti non proprio affettuosi che hanno investito anche ambiti personali molto delicati, i due storici “nemici” si sono incontrati a quattr’occhi in una sorta di “Canossa bis” che non è stata affatto gradita dal popolo pidiessino che non vedeva di buon occhio questo appuntamento, temendo qualche colpo diabolico a sorpresa sferrato da Berlusconi, ritenuto uomo imprevedibile, infido e troppo innamorato del suo narcisistico “Cesarismo”.

 

Nel breve “tète à tète”, i due leader non hanno trovato punti di incontro accettabili e, come prevedibile, non sono andati molto oltre le buone intenzioni. Per la nomina al Quirinale, Berlusconi si è mostrato persino possibilista ad un’ipotesi Bersani che, a suo dire, potrebbe entrare a far parte della rosa dei “papabili”. Un evento, questo, che, si mormora, dovrebbe avere quale contropartita il rilascio da parte di Bersani di un “lasciapassare” per la nascita di un Governo di larghe intese o di scopo, aperto al PdL che garantirebbe a Berlusconi la conservazione dell’immunità parlamentare. A sua volta, Bersani, che, senza eccessivo entusiasmo, aveva dato la sua disponibilità ad incontrarsi solo per trovare una convergenza sulla candidatura di un’autorevole personalità d’elevata esperienza politica, rettitudine, competenza ed equilibrio per succedere a Giorgio Napolitano, si è rifiutato di prendere in esame l’argomento che riguarda la nascita del nuovo Governo, nella speranza di conservare l’attuale pre incarico, che è tuttora in sue mani, per poter sovrintendere al “parto” del nuovo Esecutivo.

 

Per Bersani, questo intervento sarebbe importante ed utile per fronteggiare i chiassosi “rumors” che si stanno elevando in questi giorni in casa Pd. Un partito che al momento, nonostante l’intervento di D’Alema messo in atto ieri a Firenze per cercare di rammendare lo strappo, sembra essere addirittura alla vigilia di una scissione. Scisma che avrebbe origine dai sussulti manifestati dal giovane Renzi che, impersonando il pomo della discordia, si dimostra sempre più recalcitrante nei confronti della segreteria del partito, con dichiarazioni ed atteggiamenti polemici e contrari che spavaldamente mostra e palesa in maniera roboante sempre alla luce del sole.

 

Distacco che potrebbe comunque aver avvio anche a seguito degli esiti dell’iniziativa assunta pubblicamente proprio nella giornata di oggi dal ministro Barca che, a suo volta, propone un rivoluzionario rinnovamento del Pd che, assumendo le sembianze di un partito svecchiato, più attrattivo, più vicino alla gente delusa e caratterizzato da un’“anima” e lasciandosi alle spalle canoni consunti e liberatosi dei sensi di colpa e delle delusione più o meno recenti, dovrebbe protendersi verso uno sperimentalismo democratico che lo conduca a divenire più adeguato al passo dei nostri tempi.

 

La terza anomalia che incuriosisce, imbarazza e suscita riflessioni anche piuttosto amare é l’atteggiamento populista assunto da Grillo che, nell’assoluta urgenza di mettere mano primariamente alle politiche economiche e sociali che ogni giorno accrescono la crisi del Paese, insiste a far vita da “separato in casa”. Non parla e quel poco che suggerisce sul web è di scarsa concretezza e utilità per i suoi delegati presenti a Roma. Non intende assolutamente affrontare i problemi, ma si dimostra comunque possibilista, non si capisce a che titolo, nell’accettare, la Presidenza del Consiglio, pur disinteressandosi di quanto avviene intorno alla sua truppa insediatasi poco costruttivamente alla Camera ed al Senato.

 

A questo punto c’è da domandarsi cosa intende fare, dove è diretto e dove vuole arrivare con le sue bizzarrie, il “guru” genovese. Una richiesta in tal senso dovrebbero porgliela anche i tanti Italiani che hanno deciso, con poca ponderatezza, di dare il voto al M5S, vista la scarsa partecipazione dei suoi eletti alla vita politica del Paese. In questi ultimi giorni per la verità il duo Casaleggio-Grillo, tanto per unirsi al coro, ha avvertito un sobbalzo del senso di responsabilità, inducendo le “Quirinarie”, nella pratica una sorta di referendum valido per la candidatura del nuovo Presidente della Repubblica. Una consultazione di carattere interno al loro movimento tramite la quale trovare una personalità di loro gradimento, erudita, responsabile, consapevole, competente, di estrazione laica ed estranea alla politica attiva,  scelta attraverso una selettiva ricerca condotta per via mediatica, che deve rispettare lo stesso iter metodologico conforme a tutte attività che portano avanti i “cittadini” di razza ortottera. Che speriamo siano in grado di evitare di finire sul ceppo del boia con la testa sotto la lama della ghigliottina, come accaduto ad altri “cittadini” ai tempi di Robespierre, la cui dittatura rivoluzionaria di fanatica intransigenza, somiglia tanto a quella che sembra voglia instaurare e praticare Grillo dalle nostre parti.

 

Sino ad oggi, i poco accorti e improduttivi parlamentari targati M5S, per lo più, si sono distinti per insipienza, qualche clamorosa gaffe e per aver assunto iniziative dimostrative soltanto per dare atto della loro inutile e contraddittoria presenza nella politica italiana. La capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi, con la quale la natura non è stata molto generosa, oltre a non essere graziosa e simpatica e neppure il tipo da far voltare gli uomini per strada, è sempre acida e scontrosa. Anziché ringraziare il cielo per aver compiuto il miracolo di “regalarle” una prestigiosa occupazione che, se ha la durata dell’intera legislatura, le consentirà di mettere in borsetta l’equivalente di una quindicina di anni di lavoro come arredatrice di signorili residenze di emiri e miliardari, si propone con aria sdegnosa che non le consente di migliorare neanche di un po’ la sua figura imbarazzante ed anonima.

 

Lontana dall’attendersi tanta grazia di dio, il 18 ottobre 2009, si lasciò andare con un “mi sono sempre tenuta alla larga dalla politica e dal fetore dei partiti”. Una dichiarazione che contraddice lo status quo e contrasta con il ruolo che oggi riveste in Parlamento. Frase infelice che certamente non ripeterebbe oggi. Comunque in quanto a dichiarazioni incaute, la capogruppo del M5S alla Camera é recidiva. L’ultima, gaffe che ha collezionato è quella pronunciata ieri, quando ha liquidato il ventilato rinnovo proposto da più parti per Napolitano, da lui peraltro mai preso in seria considerazione e se ne è uscita con un irriverente “Il Capo dello Stato è stanco, lasciamolo godere in pace la sua vecchiaia assieme ai nipotini”.

 

Qualche sera fa, al termine dei lavori assembleari, per dimostrare il loro disagio (?) per i ritardi accumulati per la nascita del nuovo Governo, i “grillini” hanno occupato l’aula della Camera fino a notte molto inoltrata e, per ammazzare il tempo, hanno deciso di dare lettura della Carta Costituzionale della nostra Repubblica. Per alcuni di questi “cittadini” è stata l’occasione di sfogliare per la prima volta il “sacro” testo e prendere conoscenza dei suoi contenuti. C’è da augurarsi che abbiano capito almeno qualche cosa su quanto è passato per le loro mani, sempre che al loro sit in non abbiano voluto dare il valore di una manifestazione di carattere folcloristico.

 

Evidentemente la primavera incoraggia a manifestare. Domenica prossima, difatti, Berlusconi ne ha organizzata una a Bari dal sapore elettorale, ma forse anche per tenere lontane dalla sua mente le rivelazioni di Francesco Chiesa Soprani, l’ex agente di Noemi Letizia, rilasciate nel corso della trasmissione televisiva “Servizio Pubblico”, in onda ieri sera, dichiarando “di essere a conoscenza che la ragazza conobbe il premier con il quale fece sesso a Roma quando era ancora minorenne”. Notizia, a suo dire, appresa dalla diretta interessata, in via del tutto confidenziale quando era il suo “tutore”.

 

A questo livello, nonostante la gravità del momento, anche altri “mattacchioni” stanno dando vita ad incomprensibili e surreali manifestazioni. Una di queste, non si capisce bene se promessa o solo minacciata, sarà indetta contro la povertà e per il rilancio del risparmio. Idea che è il massimo del generico. Necessita dar vita ad una manifestazione per mettere il dito sulla piaga della povertà anche se è tanto attuale e di moda?

 

A questo punto siamo veramente alla farsa. Allora perché non indirne una contro l’imbecillità, la morte, il cattivo tempo, i fulmini e un’altra, magari organizzata dall’ordine dei dentisti, contro il mal di denti?

 

Che bisogna risparmiare lo sappiamo bene. Tutti, però devono farlo se vogliamo uscire dalla palude sulla quale ci hanno immersi fino al collo. Ed eventualmente, solo dopo, all’asciutto e tanto per divertirci un po’ con le facezie, dando sfogo alle banalità, potremo anche decidere di organizzare manifestazioni contro la cattiveria, la malignità, il pettegolezzo e i cattivi odori.

Nel frattempo, tuttavia, sarebbe importante, significativo e stimolante, se tutti coloro che hanno a cuore e per dovere gli interessi del Paese, seguissero l’esortazione dell’ammiraglio Horatio Nelson, prima dell’inizio della battaglia navale di Trafalgar, “L’Inghilterra si aspetta che ogni uomo compia il proprio dovere”.

Ma da noi, possiamo aspettarci tanta maturità e responsabilità?

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