Export: +7,2% per i tre distretti umbri nel 2012
Nel 2012 l'export dei tre distretti umbri (di maglieria e abbigliamento a Perugia, del mobile dell'Altotevere e dell'olio) e' cresciuto del 7,2%, ben al di sopra della media italiana (ferma al +2,1). In chiusura d'anno sono emersi segnali di accelerazione, con un aumento tendenziale delle esportazioni distrettuali umbre pari al 12,4%. Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 le esportazioni dei distretti umbri hanno fatto segnare un balzo del 43%, salendo alla cifra record di 549 milioni di euro. Contestualmente l'avanzo commerciale si e' portato a quota 303 milioni di euro, il doppio rispetto a due anni prima.
E' quanto risulta dall'analisi di Monitor, realizzata dal servizio studi di Intesa Sanpaolo per Casse di risparmio dell'Umbria. Su livelli record sia l'olio umbro sia la maglieria e l'abbigliamento di Perugia che nel 2012 hanno messo a segno una crescita dell'export pari rispettivamente al 4,7% e al 9,8%. Solo il mobile dell'Alta Valle del Tevere, frenato dalle criticita' presenti nel settore immobiliare di molti importanti sbocchi commerciali, e' lontano dai picchi pre-crisi e nel 2012 e' rimasto per lo piu' fermo sui livelli del 2011. Le esportazioni dei distretti umbri sono cresciute a ritmi sostenuti negli Stati Uniti, dove hanno messo a segno un progresso del 13,9% nel 2012. La crescita dei distretti umbri e' stata a doppia cifra anche in altri importanti mercati tradizionali, come la Francia (+11,4%) e il Giappone (+20,9%), ed emergenti, come la Russia (+22,5%), la Cina (+54,2%), la Corea del Sud (+44,6%) e Hong Kong (+33,2%). Buono l'aumento delle vendite anche in Svizzera e Canada.
In questi Paesi e in Polonia e Brasile le esportazioni dei distretti umbri nel 2012 hanno raggiunto nuovi picchi storici. Dai dati sugli ammortizzatori sociali emergono segnali contrastanti - secondo l'analisi di Intesa Sanpaolo - con il rientro nel 2012 della Cassa integrazione guadagni straordinaria, che solitamente sottende situazioni di crisi aziendale, e l'accelerazione delle ore di Cig ordinaria e in deroga, che si sono portate su livelli di massimo storico. Su questi dati pesa la debolezza del mercato interno. Le indicazioni che emergono dai dati di Cig dei primi due mesi del 2013 evidenziano pero' un rientro della componente ordinaria e in deroga e una nuova accelerazione di quella straordinaria.




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