Iva nei Subappalti - Il Presidente delle Pmi scrive ai Neo Parlamentari
Il Presidente dell’Associazione Piccole e Medie Imprese dell’Umbria, aderente a Confimi Impresa, Mario Brustenga insieme ai Presidenti del SISTEMA CONFIMI IMPRESA ad essa aderenti, in rappresentanza di circa 20 mila imprese, 330 mila addetti e 70 miliardi di euro di fatturato aggregato, hanno preso carta e penna e hanno scritto a tutti i neo Parlamentari chiedendo di rimettere urgentemente mano alla disciplina sulla responsabilità per iva e ritenute negli appalti e subappalti.
A dispetto del nome di cui si fregia, la disciplina rivitalizzata dall’art. 13-bis del decreto Crescita e Sviluppo n. 83/2012, ostacola il rispetto dei termini di pagamento fra gli operatori del settore “privato” nuocendo pesantemente sul già provato sistema economico. La norma, infatti, favorisce chi intende sospendere il pagamento dei corrispettivi contrattuali e, al contempo, contrasta chi li vuole onorare costringendolo – pena pesanti sanzioni - ad acquisire inutili autocertificazioni. Oltre al citato paradosso e ad essere censurabile sotto parecchi profili costituzionali e comunitari, la norma è iniqua e determina uno sproporzionato ed inutile aggravio di adempimenti a carico degli operatori.
“Per le PMI non c’è più tempo da perdere – dichiara Brustenga - “vanno tolte tutte le disposizioni che soffocano la competitività delle imprese e la norma in questione va eliminata o, quantomeno, vanno adottate soluzioni più equilibrate ed eque”. Oltre alla protesta, quindi, la proposta del sistema CONFIMI IMPRESA che suggerisce l’adozione di una soluzione che, anziché contrastare, favorisca il rispetto dei termini di pagamenti contrattuali. A tal riguardo sarebbe sufficiente l’introduzione di un’esimente che escluda la responsabilità solidale per chi paga i corrispettivo nel termine di 30 giorni. In questo modo, proprio per evitare responsabilità su inadempienze altrui, il debitore verrebbe “spinto” a fare il possibile per onorare nei termini le proprie obbligazioni contrattuali. Oltre a venire “assorbita” l’insostenibile proliferazione di autocertificazioni, i benefici per il sistema economico (e quindi per lo stesso Erario) sarebbero evidenti.




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