di Renato Casaioli

PERUGIA - L'ex premier ai giovani: «Previdenza miserabile». Sarà pare di capire dalle sue parole pronunciate alla Luiss, una macelleria sociale. Ma tace sul suo vitalizio da ex parlamentare di 9mila euro mensili e sulla sua pensione da 22 mila euro erogata dall’Inpdap, peraltro non cumulabile. Insomma detto da lui, suona come una presa per i fondelli. Che la riforma delle pensioni voluta dalla Fornero e purtroppo votata anche dal PD, fosse una controriforma vera, in linea con quanto da un trentennio va di moda in Europa e in Italia: lo smantellamento dello Stato sociale, tutti l’avevano capito. Lui è stato sorprendentemente l’ ultimo a prendere coscienza di tanto futuro disastro sociale. Lavori precari, e pensioni fatiscenti. Questo il futuro inquietante di chi è giovane adesso. Ora l’ex primo ministro per lungo tempo braccio destro di B. Craxi, che già operò un significativo taglio alle misere pensioni dei lavoratori, quando era primo ministro nel 1992, avanza delle proposte per far si che questo futuro disastro sociale non venga attuato. Lo scopo perché lo faccia ancora non è chiaro, ma il suo nome circola sibillino da giorni, come probabile primo ministro in un futuro governo allargato, dopo che il tentativo di Bersani di farne uno, sarà definitivamente fallito. «Quando tanti giovani arriveranno alla pensione dopo uno slalom tra diversi lavori, si troveranno con una pensione miserabile con cui non potranno vivere e si troveranno a dormire in auto», ha detto l’ex premier, aggiungendo che non è difficile pensare che ci sarà una rivolta di massa non esclusa che sia infarcita di violenza forcaiola.
Parole sagge solo che pronunciate dal soggetto sbagliato. Sì perché appunto l’On. Amato, fa parte a pieno titolo di quella Casta, che non ha riscontri in Europa, che ancora oggi gode di vergognosi privilegi medioevali, pagati da tutti noi cittadini. Privilegi che per le cose dette, non pare proprio che abbia nessuna intenzione di azzerare. Le sue pensioni sono decisamente sopra la media. Ora il professor sottile, ma degli epiteti non troppo gentili, glie ne avevano affibbiati anche altri, avanza una proposta: IL 6% AI PENSIONATI.
Amato ha deciso di farsi promotore di una proposta – concreta - di riequilibrio che passa sempre dalle tasche di altri pensionati, non certo per le sue. «Basterebbe – ha scritto - che il 6% dei contributi totali degli italiani andasse ai pensionati che percepiscono 400 euro al mese per portare i loro assegni a 1.000 euro al mese», ha detto.

SOLIDARIETÀ quindi. Ed ha aggiunto: «Non è possibile che lo Stato assegni ad alcuni molto più di quello che serve loro e a molti di più dia meno del necessario alle loro esigenze di vita». Parole commoventi davvero, che descrivono una realtà di fatto inconfutabile. Questa la sua proposta: “contributo di solidarietà” da applicare al sistema pensionistico. Caro compagno Amato, dobbiamo metterci d’accordo su un punto, le pensioni sono una grande conquista di civiltà, uno degli strumenti dello Stato sociale, che serve a ridistribuire la ricchezza prodotta in un Paese. Le pensioni, affiancate da un grande stato sociale, dovrebbero servire ad ogni essere vivente di affrontare con quanta più serenità e dignità possibile l’ultimo tratto della vita di ognuno di noi. Penso che tu sia d’accordo su questo principio.
Allora mi dovresti spiegare perché moltissimi godono di più di una pensione, tutte non cumulabili e altamente danarose. La riforma Fornero, non ha toccato questo aspetto, lasciando che le pensioni da 90/50/40mila euro, seguitassero ad essere percepite, ben sapendo che chi ne gode, non ha minimamente versato i contributi adeguati. Le pensioni, se lo scopo è quello che ho descritto sopra, dovrebbero avere una forbice che va dai 1000 euro ai 5000mila. Così come scandalose sono le liquidazioni parlamentari. Anche questa pratica unica in Europa. Mastella ha preso 320mila euro esentasse. D’Alema 280mila esentasse, e così tutti glia altri. Ecco se fossero stati cancellati questi infami privilegi, così come fossero stati mandati in galera i politici che hanno rubato, forse oggi non avremmo a che fare con un fenomeno inquietante sotto il profilo della tenuta democratica, chiamato M5s.

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