di Renato Casaioli

 

PERUGIA - Il saltimbanco barbuto contro tutti, anche contro quelli che avendolo votato, oramai protestano sempre  più vistosamente e rumorosamente sul suo Blog, etichettandoli sprezzante: «Schizzi di merda digitali». Inventandosi come tutti i dittatorelli, “complotti, infiltrazioni di nemici immaginari e provocatori, nemici del popolo”. Grillo ha poco da recriminare sui Blog che è la madre della Merda " Sua creatura a 5 Stelle " . . . Il Blog è Blog nel bene e nel male !

Sia quando dice si a certe posizioni, ma anche quando critica!  Parafrasando: “E’ IL BLOG ! Caro Grillo ! E tu non puoi farci niente”. Lui vorrebbe poter utilizzare la Rete come usa la tv il Cavaliere: a senso unico, senza confronto. Chi osa mettere in discussione il suo Verbo, è un “troll” di professione. Qualcuno gli deve spiegare che non è possibile. Insomma niente di nuovo, questo saltimbanco assomiglia sempre più all’altro ometto basso e senza capelli.  Ad essere precisi qualche differenza c’è, l’ometto focoso di Arcore, ha arruolato da sempre eserciti di giornalisti e lacchè. Lui no, lui solo è il Verbo e chi si oppone è da eliminare come ha tentato di fare con alcuni senatori che avevano osato votare il presidente Grasso. Surreale davvero.

Uno stalinista che "purga" ed epura..., critica Bersani e Vendola...Grillo e' UN CLONE al cubo DEL BERLUSCA. Non a caso su di lui si sono riversate mille attenzioni e qualche riconoscimento da parte di Mediobanca, l’ambasciata americana, così come della Goldman Sachs.

Grillo ha forse capito che l’incantesimo sta per finire. A lui e al suo tenebroso ispiratore Casaleggio, questo Paese non concederà vent’anni di tempo come ha accordato a Berlusconi. Essere entrati nelle istituzioni attraverso un mandato dei cittadini, specie nel bel mezzo di una crisi come quella che stiamo vivendo, significa assumersi delle responsabilità, dare risposte ai problemi fin da subito. Ha capito che si è obbligati a dire si e no sempre motivandone le ragioni. Ha capito che forse quella pattuglia di parlamentari e senatori, non è un ammasso di carne decerebrata, disposta ad ascoltare passivamente il suo Messaggio. Urlare come ha fatto per anni e con ragione, gli va riconosciuto, contro la democrazia deturpata dalla partitocrazia, non gli consente ora di fare il Sudamericano con il sigaro. Le telecamere vanno messe anche nelle riunioni carbonare dove i due guru impartiscono ordini inderogabili, così da documentarle alla opinione pubblica. Singolare poi il suoi rifiuto a indire un referendum via Web, su che cosa fare a proposito del dare la fiducia a Bersani.

Grillo, il M5S, deve essere chiaro, sono il termometro, non certo la malattia. Il malessere sociale che si è andato via, via ingigantendo nel corso dell’ ultimo quindicennio, fino a sfociare in rabbia, sfiducia verso gli uomini che sono chiamati a presiedere le Istituzioni, trova fondamento in una politica che oramai da tempo non riesce più a rendere concrete le cose di cui i cittadini hanno bisogno per il loro vivere quotidiano. Una politica arida in generale, ma ancora più grave da parte della sinistra, perché da essa ci si attendeva qualcosa in più.

Purtroppo la sinistra, non solo quella italiana, dopo essersi sobriamente ubriacata di liberalismo,  ha perso il senso della propria direzione. E come ha sostenuto Jacques Delors: “Se si perde la bussola per ritrovarla ci vogliono generazioni”.  Dunque niente visione del futuro, un progetto, un sogno da perseguire, ma  al contrario una plateale incapacità a tracciare una via  alternativa, un disegno diverso da questo liberismo. Utopia? No! La politica non può ridursi ad una riarsa gestione ragionieristica del quotidiano. La fuga dei cervelli, è purtroppo una dimostrazione plastica di tutto ciò. Ricostruire uno spirito di nazione, di continente. La politica non può essere ridotta ad un mestiere come tanti altri. Purtroppo è diventata questo e così facendo, è entrata in un’altra dimensione: quella dell’affarismo, dell’interesse privato, di Casta familistica. I consiglieri regionali del Pd in Lombardia compravano con i fondi pubblici, anche i barattoli della nutella, così come quelli del Lazio, ci organizzavano festicciole di pessimo gusto.

 

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