Meno tasse ammazzaGualdo? Primo: riscuotere il dovuto dalle cave
GUALDO TADINO - 243.666,80 euro all’anno. A tanto doveva ammontare l’importo della rata annuale che il Comune avrebbe dovuto incamerare in forza della convenzione stipulata con la ditta Cava Mancini per quelli che sono stati accreditati come interventi di reinserimento ambientale delle ex cave Edelweiss e Vagli e Bombetta e di recupero ambientale dell’ex cava Umbria Carbonati.
Ad oggi non un euro è stato incassato dal Comune. La convenzione è del settembre del 2010, fate voi i conti degli importi che l’impresa deve alla collettività gualdese. Non solo. Sempre ad oggi, al Comune non è neanche pervenuta la documentazione che attesti il rilascio della fideiussione bancaria appositamente richiesta a garanzia del pagamento della rata annuale e, ciliegina sulla torta, la società garante sulle fidejussioni prestate dalla ditta in sede di gara per l’aggiudicazione della vendita di oltre mezzo milione di metri cubi di materiale lapideo non ha ancora provveduto a liquidare la somma dovuta all’Amministrazione, nonostante da quasi un anno sia stata inviata una diffida e messa in mora per la sottoscrizione del contratto di compravendita del materiale. Tutto ciò è quanto si è finalmente potuto estrapolare da una recente delibera, pubblicata oggi, con la quale la Giunta si para il cosiddetto.
Roba complicata da capire, si dirà. La semplifichiamo: la Giunta Morroni ha fatto riaprire le cave, c’è una ditta che scava e porta via un pezzo di montagna gualdese da due anni e mezzo e al Comune non è venuto niente e niente, è lecito dubitare, verrà, se la storia prosegue così come è iniziata e l’Amministrazione comunale non farà valere con fermezza e senza tentennamenti le sue ragioni.
Ricordate l’ostentata sicumera con cui Morroni e i suoi zelanti assessori presentarono i progetti del cosiddetto riambientamento delle cave con tanto di slide? Ricordate l’arrogante prosopopea con cui la Giunta esaltò i mirabili ritorni anche economici da cui la comunità avrebbe tratto sicuro beneficio? E ricordate la vanagloria con cui il Sindaco diede notizia e salutò in consiglio comunale la vittoria di Pirro sul ricorso al TAR da noi intentato con il Comitato No Cave?
Ebbene, di tutto ciò, a distanza di poco tempo, non restano che le macerie di un fallimento disastroso ed inappellabile, di un pasticcio previsto ed annunciato, di un vero e proprio scandalo che grida vendetta e pretende riparazione. Tutto ciò che oggi viene finalmente a galla e che la Giunta non ha più potuto fare a meno di attestare era tutto ciò che avevamo minuziosamente anticipato e descritto nel corso della lunga battaglia di cui siamo stati solitari protagonisti contro la riapertura delle cave e quel tradizionale modello di economia di rapina che ad esso ha incontrovertibilmente sotteso.
Il Sindaco e la Giunta devono chiedere pubblicamente scusa alla Città, cospargendosi un bel po’ di cenere sulla testa, e si devono immediatamente impegnare affinché questa storia si chiuda per sempre, una volta per tutte. Contemporaneamente, vogliamo facilitare il compito alla sguaiata maggioranza che si appresta a “riverificarsi” proprio sulle questioni di bilancio e sul prelievo fiscale e tributario che ha già reso moribonda Gualdo lo scorso anno.
Anziché andare a cercare il pelo nell’uovo per procedere ad ulteriori ed improbabili tagli alla spesa del Comune per dei servizi già ridotti ecce homo o raschiando un barile che quest’anno verrà completamente sfondato dagli effetti della spending review del governo Monti, visto che si prevedono tagli lineari e chirurgici nell’ordine dei 700 mila euro, consigliamo loro di guardare al piatto pronto che hanno davanti agli occhi.
La prima cosa da fare è riscuotere tutto il dovuto dalle cave, che già oggi ammonta a più di mezzo milione di euro, o renderne sicuramente esigibili i proventi. Vedranno che questi soldi potranno servire, per esempio, ad alleggerire le aliquote dell’IMU sulla prima casa o ad evitare almeno in gran parte la prossima batosta della TARES, se la sua introduzione non verrà prorogata al prossimo anno come ci auguriamo.
Un po’ di equità e di giustizia sociale si ripristinerebbe, consapevoli che se ad un cassintegrato sfugge una rata della TARSU gli arriva in casa Equitalia, nel mentre i furbi, con la scusa della crisi, non pagano niente, ma continuano a scavare. Così succede a Gualdo, così vanno le cose nel Belpaese.
Compiuto questo atto dovuto o se non ne sono capaci, se ne vadano. Perché in un paese normale solo questa vicenda delle cave basterebbe a pretendere da un Sindaco e da una Giunta delle dimissioni irrevocabili e dall’effetto immediato.
Per la sinistra per Gualdo
Gianluca Graciolini




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