Come uno tsunami, l'ondata «grillina» è arrivata anche nei nostri territori. Preannunciata da sondaggi e precedenti elezioni, ha di fatto sconvolto, oltre al panorama politico nazionale, anche quello locale.  A Città di Castello il Movimento 5 stelle diventa secondo partito della città con il 27% dei consensi contro il 34 del PD, superando perfino il PDL!

 

Nessuno sa chi siano i referenti locali, non si conosce nemmeno il programma o le facce che hanno fatto campagna elettorale, ma nonostante ciò, hanno avuto un risultato clamoroso.  Vero è che le comparazioni con le elezioni amministrative sono fuorvianti; il PSI locale che qui è sopra il 20%, in queste elezioni sosteneva il PD e Bersani premier,  così come la FDU di Polidori (12%) e l'IDV (12%) che in questa tornata elettorale non erano presenti con proprie liste.  Resta il fatto che il risultato del M5s è innegabile, anche se rimane più di un dubbio sulle prospettive future.  Capire per esempio sul piano locale come si collocherà sulle scelte concrete e che sono parte del programma del M5s a livello nazionale; dal piano urbanistico alle Grandi Opere (E78, trasformazione E45 in autostrada), fino alla trasparenza amministrativa. Su questi temi mai abbiamo letto critiche o proposte. Movimento giovane si dirà, ma presente con una propria rappresentanza anche in altotevere da qualche anno e che mai si è espresso su queste tematiche. 
Per ora non sono pochi quelli che salgono nel «carro del vincitore; ex candidati nelle precedenti elezioni amministrative che improvvisamente diventano «grillini», così come ex militanti di destra e di sinistra, ora uniti contro la casta...

 

Altro dato rilevante la scomparsa della Sinistra; Sel, nonostante il ritorno degli ex (l'area «nocchiana") passati da una conferenza stampa di presentazione di Rivoluzione Civile ad una di Sel, è in caduta libera (2%), così come Rivoluzione Civile non è riuscita a superare la soglia del 4% necessaria per avere dei parlamentari, ma si è fermata anch'essa al 2%.
Anche qui, fra dimissioni eccellenti (Di Pietro, segreteria di Rifondazione Comunista e dei Verdi) forse hanno pesato negativamente candidature che in Umbria sono apparse poco convincenti...

 

E qui una riflessione va fatta; dai dati emerge che l' IDV, molto forte nel territorio grazie alla presenza del consigliere regionale Dottorini, non ha fatto campagna elettorale per il suo naturale raggruppamento (l'IDV sosteneva e aveva suoi candidati in Rivoluzione Civile). Forse dirottando i suoi voti verso il M5s o forse rimanendo alla finestra a guardare. Di fatto la sua assenza in questa campagna elettorale si è fatta notare,  vedremo se saliranno anche loro sul «carro grillino» o se si impegneranno nella difficile ricostruzione della Sinistra locale...

 

Da: "L'altrapagina"
 

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