di Michele Mencaroni

PERUGIA - Nella mattinata dell’8 marzo, sono stati presentati i risultati dell’indagine congiunturale sul quarto trimestre 2012 sull’andamento del settore manifatturiero e del settore commerciale umbro. L’incontro condotto dal Presidente di Unioncamere Umbria (autrice dell’indagine), Giorgio Mencaroni ha evidenziato che il trimestre, oggetto della ricerca, è il punto più critico del periodo economico negativo che va avanti,ormai, da circa quattro anni. Per quanto riguarda il settore manifatturiero umbro, sono state prese a campione circa 400 imprese, appartenenti a otto “comparti”: industria alimentare, industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature, industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche, industrie del legno e del mobile, industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto, industrie dei metalli, industrie elettriche ed elettroniche, altre industrie (che comprendono la produzione della carta, della ceramica e la riparazione e manutenzione di macchine e apparecchiature). A registrare le contrazioni più consistenti e le maggiori difficoltà sono la produzione (-6.9% rispetto all’anno precedente), il fatturato (-8.2% rispetto al 2011) e gli ordinativi (-7.6%). Tuttavia in quest’ultimo aspetto, l’Umbria ha raggiunto un risultato importante. Infatti gli ordinativi del mercato estero hanno fatto registrare un incremento (1.3%) che è superiore alla media nazionale (0.9%) e quella del centro Italia (1.1%). Questo dato è un segnale molto importante per l’Umbria poiché oltre a fornire ulteriori nuovi orizzonti per le merci umbre, le esportazioni danno la possibilità di valorizzare il territorio della nostra regione e far si che questa sia conosciuta in tutto il mondo. Il Presidente Mencaroni sottolinea che gli aspetti positivi che emergono da questa analisi sono essenzialmente tre: alta percentuale di investimenti nel 2012 (il 38% delle imprese ha effettuato investimenti e, tra queste , il 44% ha incrementato gli stessi rispetto all’anno precedente), sensibile incremento di società di capitali e infine, come già detto, aumento degli ordinativi e fatturati grazie alle esportazioni.

Passando alle imprese commerciali umbre, l’indagine segnala una diminuzione delle vendite che supera la soglia del 50%. Un regresso, questo, che ha riguardato in primo luogo il commercio al dettaglio di prodotti non alimentari (-12.1%) ed in misura più contenuta quello dei prodotti alimentari (-8.3%). A differenza, la grande distribuzione (ipermercati, supermercati e grandi magazzini) ha fatto segnalare un incremento dell’1,1%. Di particolare interesse sono i dati relativi all’imprenditoria femminile e giovanile della nostra regione. Due gli aspetti in comune: la maggior diffusione nell’ambito di imprese individuali piuttosto che in quelle di capitali, e i settori di maggiore operatività (turismo, agricoltura e commercio). A conclusione della conferenza sono state messe in risalto le due principali novità di Unioncamere Umbria: l’introduzione di un nuovo strumento denominato “quadrante economico” che offre l’opportunità di consultare rapidamente e sinteticamente i principali indicatori socio-economici, e l’importante riconoscimento ottenuto dall’Istat il quale ha inserito Unioncamere Umbria nel Sistema Stastitico Nazionale.

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