PERUGIA - Dal mondo dell’artigianato una sfida alla crisi: dal piccolo mercato locale al mondo puntando  sul rafforzamento del marketing e nello stesso tempo della propria identità per produrre sviluppo. E’ il senso dell’ intervento del sindaco Boccali, che ieri sera ha ospitato a Palazzo dei Priori  la presentazione del nuovo Padiglione Umbria alla prossima edizione di “Artigianato in Fiera”, che si svolgerà a Rho dal 30 novembre all’ 8 dicembre. L’iniziativa è della Associazione Farefacendo e del Consorzio Umbria a Tavola.

Quella di Rho  è la più grande manifestazione del settore in Europa in cui confluiscono  2900 espositori. Un grande villaggio mondiale dell’artigianato che, con i circa 3 milioni di visitatori in 9 giorni, si pone come la vetrina ideale per valorizzare tradizioni e culture, dove esporre il meglio delle produzioni tipiche e promuovere azioni di marketing territoriale.

Farefacendo e Umbria a Tavola nella Fiera promuovono l’area Umbria Unica che, attraverso un originale ed elegante allestimento, si pone l’ obiettivo di caratterizzare meglio l’ identità delle produzioni dell’ Umbria.
Agli artigiani convenuti nella Sala della Vaccara ed al presidente della Fiera, Antonio Intiglietta (presente anche l’assessore alle attività economiche, Giuseppe Lomurno) il sindaco ha espresso tutta la sua soddisfazione per trovarsi davanti ad una platea di imprenditori “che hanno voglia di fare impresa in un mondo complicato”. Per Boccali, in questo come in altri settori dell’ economia, occorre “puntare su internazionalizzazione e qualità, perché dobbiamo vendere assieme al prodotto anche le suggestioni della terra e delle persone che lo producono, le loro tradizioni, la loro cultura”.

Il sindaco ha anche insistito sulla necessità di semplificare i meccanismi burocratici “tagliando tante sovrastrutture” e di “lavorare insieme partendo dalle identità individuali per fare sistema, anche nell’ uso delle risorse”.  “Dobbiamo ragionare – ha concluso Boccali – anche su come collegare questi temi ai processi di rigenerazione della città, perché in fondo è qui che sta il senso della candidatura a capitale europea della cultura”.

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