L'Istat certifica l'impraticabilità delle politiche di rigore
di Stefano Vinti
PERUGIA - Altro che storie, la politica del rigore del governo Monti (PdL, PD, UDC – FLI), ha trascinato il Paese in una fase di recessione economica grave.
La volontà politica del duo Bersani – Monti è quello di continuare su questa linea, dal momento che non si vogliono mettere in discussione gli accordi europei che, oggettivamente, sono la causa della crisi e non la soluzione. Uno su tutti il fiscal compact che impegnerà il Paese a sborsare dai 45 a 47 miliardi di euro all'Europa che si aggiunge al pareggio di bilancio in Costituzione approvato da Berlusconi, Monti, Bersani, Fini e Casini nel silenzio più assoluto dei media e nella indefferenza degli italiani.
Un governo Bersani – Monti aggraverà la crisi economica e produttiva, facendo pagare il conto della crisi ai lavoratori, ai pensionati, al commercio e all’apparato produttivo.
Come ha dichiarato il presidente della BCE, Draghi, le politiche del rigore devono continuare.
Solo Rivoluzione Civile indica una strada di politica economica alternativa: ricontrattazione del debito, patrimoniale, potenziamento dello stato sociale, requisizione dei patrimoni illeciti, lotta senza quartiere alla evasione fiscale.
L’istituto centrale di statistica ha chiuso l’analisi dell’intero 2012 per l’industria nel nostro paese. Un quadro sconfortante e, soprattutto, senza segnali di inversione di tendenza, ordinativi e fatturato precipitati e nessuna luce in fondo al tunnel.
A dicembre infatti il fatturato dell’industria risulta - sì - aumentato dello 0,8% rispetto a novembre, con una crescita dello 0,5% su quello estero. I due numeri spiegano però bene la situazione: all’interno non si consuma più, causa il drastico calo dei redditi, e quindi non si produce più per questo tipo di mercato. Anche le esportazioni soffrono, ma molto meno (il calo risulta qui solo dello 0,5%)e il calo più ampio a tale diminuzione viene dalla componente interna dei beni intermedi.
Nell’intero anno 2012 il fatturato è diminuito del 4,3% rispetto al 2011.
L’incremento tendenziale maggiore del fatturato si registra nel settore della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+25,1%), mentre la diminuzione più marcata riguarda le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (-18,7%).
Per quel che riguarda gli ordinativi totali, ovvero le prospettive di produzione per i prossimi mesi, si registra una riduzione congiunturale dell’1,8%, sintesi di un calo dell’1,3% degli ordinativi interni e del 2,5% di quelli esteri (un dato preoccupante, perché segnala un crollo anche nelle esportazioni future). Nella media degli ultimi tre mesi gli ordinativi totali diminuiscono del 3,7% rispetto al trimestre precedente.
Nel confronto con il mese di dicembre 2011, l’indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 15,3%. L’aumento più marcato si registra nella fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+11,4%), mentre il calo più rilevante si osserva nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (- 26,0%). (Fronte Contropiano.org)




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