Respinto il riesame da Strasburgo. Sì alle diagnosi preimpianto degli embrioni
di Renato Casaioli
PERUGIA - La Corte europea dei diritti umani non ha accettato il ricorso dell'Italia per chiedere il riesame della sentenza con cui la stessa Corte, il 28 agosto scorso, ha bocciato la legge 40 sulla procreazione assistita. Una bella lezione di civiltà per tutti quei politici nostrani che si inginocchiano da sempre al potere clericale, fino ad approvare una legge oscurantista, nemica della felicità delle famiglie, come la legge 40. La sentenza di ieri della Corte europea, è un altro segno quasi profetico, delle difficoltà sempre più crescenti, sempre più pregnanti, in cui si dibatte la chiesa di Roma. E le dimissioni del papa, sono il segno tangibile di queste difficoltà da parte della chiesa a dialogare con un mondo che cambia. Che mette sempre più al centro la vita umana, il suo benessere, la sua felicità. Sì certo, anche le questioni della salute hanno contribuito alla decisione storica di dimettersi, ma al fondo c’è il prendere atto da parte del pontefice del suo fallimento. Il pontificato di Benedetto XVI, è durato otto anni, alla fine dei quali lascia una curia divisa e scossa dagli scandali di ogni genere. La pedofilia, Vatileaks, Rumors non confermati parlano di due dossier pronti a esplodere: uno su un presunto scandalo finanziario ed uno su un presunto scandalo sessuale.Da ultimo di nuovo lo Ior. Dalle indagini della magistratura sta emergendo che l’oscura banca vaticana, è sempre più invischiata nel caso MPS, in compagnia del solito Denis Verdini e di molti altri della nota cricca, alle prese con le solite manovre di riciclaggio. Vedremo. Una gerontocrazia quella vaticana, sempre più chiusa in se stessa, dove intrighi, lotte di potere senza alcuno scrupolo, sono all’ordine del giorno. Ratzinger, non ce la fatta a governare, riformare la chiesa. Il verminaio rappresentato dal potere curiale romano e mondiale, è rimasto tale. E poi i tanti affari sporchi, inconfessabili, da coprire ogni giorno. Pare proprio che la nomina del cardinal Bertone, al governo della curia, sia servita a poco in questo senso.
Cardinali che hanno dilapidato fino alla soglia del fallimento, le casse dello Stato vaticano. Sono di questi giorni le notizie relative alla voragine dei conti della diocesi ternana. Una foto impietosa, che sarà difficile mitigare. In America per pagare le cause e i risarcimenti per gli atti di pedofilia, la chiesa ha dovuto vendere gran parte del patrimonio immobiliare. Ma le dimissioni raccontano di una papa, che non ha saputo fare i conti con la scienza, la bioetica in particolare, con i diritti umani, con i diritti civili come, le libertà individuali oramai non più sopprimibili. Non è sufficiente andare su Twitter, per darsi un tono di modernità. Un papa intellettuale certo, ma infarcito di una cultura medioevale, dogmatica, dalla quale non ha saputo o voluto liberarsi. Il nuovo papa dovrà misurarsi di nuovo con queste distorsioni secolari della chiesa, che con i valori di solidarietà e fratellanza, non hanno alcuna affinità. I temi sul tavolo del nuovo Papa saranno tanti. Dai preti sposati al divorzio, passando per i matrimoni gay e la contraccezione. Il successore di Benedetto XVI dovrà affrontarli in maniera decisa, senza però dividere i fedeli, ma anzi, ricompattando il suo gregge. Se la chiesa non lascerà gli ormeggi per cominciare a navigare in mare aperto, avendo la volontà di mettersi con umiltà a disposizione della collettività, sarà per lei difficile sopravvivere. Se non saprà farsi compagna di strada di tanti altri movimenti culturali, senza avere più la pretesa del monopolio della verità, troverà sempre più le porte sbarrate. Il cristianesimo e il cattolicesimo, hanno perso da tempo la dimensione del sacro, per impegnarsi sempre più e da posizioni oscurantiste, in questioni politiche e economiche. Il Vaticano è sempre più divenuto un’agenzia etica, che sentenzia su aborto, fine vita, scuola pubblica e privata, idem con la sanità. Ora con le dimissioni di Benedetto XVI, i cattolici, sono dinnanzi ad un bivio. Con l’elezione del prossimo papa, forse, si capirà meglio in quale direzione vorrà incamminarsi la chiesa.




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