Cna: "Meno tasse e più crescita"
PERUGIA - “Nell’Italia del futuro c’è ancora spazio per le piccole imprese?”. È questa la domanda di fondo che ieri (7 febbraio, ndr) la Cna, di fronte a una platea spesso rumoreggiante di oltre 700 piccoli imprenditori e artigiani, ha rivolto ai candidati dei principali partiti in lizza alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, chiamati a confrontare i propri programmi in tema di impresa, lavoro, fisco con le proposte dell’associazione. Ad accogliere l’invito della Cna, aperto dal saluto del presidente regionale, Luigi Quaglia, sono stati il Pd, il Pdl, il Movimento 5 Stelle, Sel, Lista Monti, Fratelli d’Italia, Rivoluzione civile Ingroia.
“Vi facciamo questa domanda – ha dichiarato Roberto Giannangeli, direttore della Cna provinciale di Perugia, che ha svolto la relazione introduttiva - perché nel nostro Paese la grande impresa privata, di fatto, non c’è più. Il sistema economico italiano è composto da circa 5mila imprese di medie dimensioni, accanto alle quali vi sono circa 4,5milioni di piccole imprese e oltre 8milioni di partite Iva. E se i numeri sono questi, per uscire dalla palude non si può che fare una politica a misura di questo tipo d’impresa. Purtroppo oggi non è così. Nel corso del 2012 ha chiuso un’azienda al minuto, non solo per colpa della riduzione degli ordini e dei fatturati derivante dalla crisi internazionale, ma grazie, si fa per dire, a una pressione fiscale scandalosa, alla chiusura dei rubinetti da parte delle banche, ai mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, ai costi energetici più alti di tutta Europa.
La presenza di milioni di piccole imprese rappresenta una peculiarità italiana che, se ben valorizzata, potrebbe rappresentare un punto di forza nella competizione internazionale. Ecco perché – incalza Giannangeli. - le priorità da affrontare nel corso della prossima legislatura devono riguardare in primis la riforma fiscale, con l’abolizione dell’Irap, una diversa modulazione dell’Imu, la riduzione della Tares e del cuneo fiscale. È ovvio che ciò debba andare di pari passo con la riforma della pubblica amministrazione: se non si blocca la voragine della spesa pubblica ogni sforzo sarà inutile. Noi proponiamo che venga adottato un nuovo principio costituzionale che imponga un tetto legale alla spesa pubblica, oppure un limite massimo all’imposizione fiscale. Ma un intervento urgente deve riguardare anche l’introduzione di strumenti per facilitare l’accesso al credito delle piccole imprese, una riforma seria del mercato del lavoro, che preveda una maggiore flessibilità in entrata e in uscita e l’istituzione di un salario minimo garantito in sostituzione degli attuali ammortizzatori sociali, e l’adeguamento del sistema scolastico e formativo alle reali esigenze del Paese. Infine, occorre un piano nazionale per le infrastrutture e per le piccole opere”.
Durante i lavori Cna ha presentato anche i dati del sondaggio sulle intenzioni di voto svolto su un campione di oltre 300 artigiani e piccoli imprenditori umbri. Altissime le percentuali di astenuti e indecisi, che insieme sfiorano il 40%. Tra i partiti il Pd ottiene il 27% delle preferenze, mentre al secondo posto si piazza il Movimento 5 stelle di Grillo, che ottiene oltre il 14%. A seguire il Pdl (11,46%), la lista di Oscar Giannino (3,5%), lista Monti (1,6%) Sel (1,2%).
“Sappiamo che tanti imprenditori – ha affermato Renato Cesca, presidente provinciale della Cna - ritengono che il confronto politico sia quasi del tutto inutile, perché spesso si risolve nelle solite chiacchere. A volte però succede che grazie al confronto politico si riescono a raggiungere risultati importanti, come ad esempio, dopo 23 anni, l’approvazione da parte della Regione Umbria, del nuovo testo unico dell’artigianato. È anche vero, però, che molto spesso la politica non ci ascolta: ecco perché ci sentiamo di consigliare ai nostri ospiti di riguardarsi i numeri che ci rappresentano”.




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