di Umberto Marini

PERUGIA - Siamo ormai al fischio d’inizio del grande match che assegnerà lo “scudetto” di Palazzo Chigi.

Mancano pochi giorni alla sfida più importante della stagione agonistica e le squadre, da tempo, in fase di riscaldamento, sono pronte a giocare il tutto per tutto, ricorrendo anche a molti colpi proibiti, per contendersi la vittoria.
Negli ultimi interventi di messa in pratica delle operazioni tattiche, gran parte degli addetti ai lavori sono impegnati a vivacizzare lo spettacolo strombazzando, a destra e manca, le loro magnificenze programmatiche per mascherare ed esorcizzare intenzionalità di volontà del tutto contrarie, imitando in tutto la filosofia commerciale dei piazzisti di fiera paesana, impegnati a turlupinare gli acquirenti  meno accorti, decantando la bontà dei loro scadenti prodotti.
Per intanto emergono, con cadenza giornaliera, scandali, collusioni, privilegi ed inciuci (quelli che in termini calcistici vengono definiti panini) al punto che anche i più irriducibili dei supporters avvertono il fetore nauseabondo di queste camarille e non sanno più come comportarsi e da che parte schierarsi.
Oltre il quaranta per cento di questi “tifosi”, comunque, ha già dichiarato di voler disertare gli “spalti”, rifiutandosi di dare il loro sostegno morale ed economico alle squadre in campo. Ma anzi, se possibile, cercano di rincamerare quanto sostenuto per l’acquisto dei “biglietti”, da troppo tempo nello loro mani. Le uniche armi che possono impugnare sono i propri certificati elettorali che permetterebbero loro di fare, con coscienza e senso di responsabilità, scelte avvedute nel momento in cui dovessero recarsi al seggio ad apporre un segno di croce sulla scheda elettorale. Evento al quale non si sottoporranno, convinti come sono di essere dalla parte della ragione, che li porta ad estranearsi da un gioco che li ha delusi ed umiliati.

Intanto le promesse assurde a cui si sono ispirati e gli intrallazzi perpetrati dai vari “allenatori”, hanno finito per disorientare e frastornare anche i sostenitori ed i fans di maggior fede e più avvezzi a queste abituali e stantie “entrate pericolose” da cartellino rosso, che mortificano la correttezza e la lealtà contemplate nel regolamento di questo “gioco” che, da qualche anno, non diverte più essuno.
A questo punto, ai tanti sostenitori delle squadre iscritte al “torneo”, non rimarrebbe che entrare bellicosamente sul terreno dell’agone sportiva per dar luogo a manifestazioni decise e bellicose nei confronti dei giocatori, dei tecnici e dirigenti, con la volontà di far piazza pulita di questi “tesserati” così poco inclini alla correttezza ed al rispetto delle norme regolamentari vigenti. Da qualche tempo a questa parte piuttosto che manifestare in modo anche energico il loro disappunto, questi “tifosi”, sembrano essere purtroppo facilmente disposti ad accettare e subire ogni comportamento scorretto o solo ambiguo da parte dei propri “atleti”, come se i loro atteggiamenti, contrariamente alle regole del gioco non fossero cosa propria, dimostrando, in tal modo, una irresponsabile assuefazione al volersi far male da soli.
Ormai questi assidui “sostenitori” dei vari club, anche quando chiudono un occhio, lo fanno per stanchezza, per abitudine, per un ammicco o per un saluto furtivo e non per “mirare” verso ciò che può condurre alle soluzioni dei loro problemi: almeno questo è quanto salta fuori dalle proprie errate scelte elettorali effettuate negli ultimi due decenni circa, permettendo che a Roma, come pure in molte altre istituzioni pubbliche, finissero cani e porci. Tralasciando su ladri, avanzi di galera, trasfromisti e qualche donnina non proprio irreprensibile nei costumi.
Le promesse fioccano, le dichiarazioni di intenti pure, polemiche e smentite si rincorrono nel giro di poche ore, confermando ciò che era solito ricordare l’ex senatore Andreotti quando affermava che “una smentita ha il valore di una notizia riportata due volte”. Tanto che il “divino Giulio”, “re dell’immobilismo”, in questo ambito, come in altre “faccende”, torbide, ma molto significative, passate prima per la magistratura e poi alla storia, era insuperabile maestro, soprattutto se siciliane.

Il “responsabile tecnico” di una delle squadre in corsa per la vittoria finale, promette di ridurre le tasse, chiudere l’Equitalia, abolire l’Imu, concedere un condono tombale, accordarsi con la federazione Elvetica per far rientrare in Italia le decine di miliardi di euro depositati nelle banche svizzere da tanti ladri, ai quali lui stesso ha consentito di evadere al Fisco. Bontà sua ha voluto risparmiarci dal promettere pure l’indulgenza plenaria per le anime sante del Purgatorio, la ascesa in Paradiso anche dei grandi peccatori, con lui in testa, e di avere intenzione di metter ancora una volta tutti in mutande con la recondita volontà di andare magari anche molto oltre lo spogliarello. A meno che, non abbia soprasseduto nel promettere di portare a termine tali impegni, a causa di un suo momentaneo colpo di pudicizia o solo per dimenticanza. Del resto forse pareva brutto per lui, come da abitudine, dover essere ennesimamente sbugiardato dai fatti soltanto a distanza di poche settimane dal voto

Sino ad oggi questo “vecchio sportivo”, in maglia rosso-nera, dov’è vissuto per cadere solo ora dal pero? Era “incollato” alle nudità di qualche “olgettina” o era in letargo? Del resto, l’uomo, è solito addormentarsi incantato e sedotto da Morfeo, il dio dei sogni, come gli è accaduto anche recentemente al cospetto del Capo dello Stato, nel corso della cerimonia della “Giornata della Memoria”, imbarazzando in particolare proprio il Presidente della Repubblica, nel momento in cui stava ricordando il significato ed il valore di quella ricorrenza.
Ma quello che emerge di più è il distacco dai problemi reali che vivono i “tifosi”: la difficoltà di molti ad arrivare alla fine del mese, trovare un posto di lavoro che possa consentire la sopravvivenza o un letto in ospedale che non sia una barella posta in un corridoio, frequentare una scuola che assicuri a tanti giovani volenterosi un avvenire dignitoso. Piuttosto che presenziare a non più sopportabili comparsate televisive, sarebbe più opportuno e dignitoso per loro, che questi “uomini di sport” dessero finalmente ascolto ai problemi che devono affrontare quotidianamente i tanti loro fans che non avendo più fiducia e non dando più credito alle loro “bubbole” fantasiose, giorno dopo giorno, li stanno abbandonando ad un destino sempre più incolore.

Come finirà il pessimo spettacolo che offrono nella loro campagna elettorale, al momento non é ipotizzabile. Di ora in ora si assiste a continui rivoluzionamenti di strategie tattiche che finiscono per screditare sempre più gli stessi “giocatori”, che, consapevoli di essere perdenti, sfoderano colpi mancini che a norma di regolamento andrebbero sanzionati con l’espulsione dal campo e relativa squalifica. Neanche i loro ultimi colpi di coda sembrano interessare più.
Proprio due giorni fa si è avuta un’ultima mossa che ha sorpreso non poco l’ambiente, sparigliando ancor più le carte. Si è registrato un tutti “contro” tutti, ma anche un tutti “con” tutti. Una iniziativa sorprendente ed inattesa che ha lasciato intendere una possibile apertura dialettica fra due “giocatori”: uno, che da sempre è schierato sulla fascia centrale-sinistra e l’altro che staziona fisso al centro del campo, da attuare per sconfiggere la squadra che si è attestata sul settore destro. Due giocatori certamente di buona qualità e con velleità di “leader”, ma che, fino e due giorni fa se l’erano dette di tutti i colori e date di santa ragione. Questo loro approccio amoroso, che nasce come tentativo per iniziare a “tubare” fra poche settimane, questa improvvisa simpatia reciproca sarà solo un feeling temporaneo o approderà a sancire un rapporto saldo e duraturo? Il dilemma è amletico e l’attenzione per scoprire i retroscena del gioco, tanta. Se per davvero é solo un gioco.

Purtroppo, anche questa circostanza non contribuisce ad offrire una visione nitida di quanto sarà espresso in campo e non garantisce risultati tali in grado di evitare qualche pesante strascico polemico e di condizionamento operativo futuro, che non esclude la possibilità di far emergere non pochi problemi anche a chi salirà a Palazzo Chigi per assumere responsabilità che, nel caso, potrebbero mettere i brividi ai polsi del nuovo Presidente del Consiglio.

Il finale della campagna elettorale al momento è perciò un’incognita. Ci riserverà esiti innovativi o ci riproporrà il già visto? Basta aspettare qualche giorno ancora e tutto sarà più chiaro, speriamo.
L’attesa è per fortuna breve ed avvincente, se pur molto stressante.
L’importante, affidandoci alla filosofia umoristica di Ennio Flaiano, è che “la morte ci trovi ancora vivi”.
Fiduciosi che la “sentenza” espressa dall’aforisma del commediografo satirico pescarese sia benevola e con il desiderio di poter soddisfare la curiosità che attanaglia “tifosi”, “giocatori” e anche non pochi “estranei” poco interessati all’esito della gara, siamo in trepidante attesa, per vedere come si concluderà questa convulsa partita, sperando che non finisca a “schifio” e che non si debba tornare sul terreno di gioco prima di cinque anni.

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