di Stefano Vinti

PERUGIA - La privatizzazione delle banche è stata un disastro. L’Italia ha bisogno di almeno una grande banca pubblica; occorre trasformare la Cassa Depositi e Prestiti in una banca pubblica, in modo da poter aggirare le folli regole con cui funziona la BCE.

Si avrebbe così il diritto ad accedere ai finanziamenti della BCE all’1% che potrebbero essere utilizzati per acquistare titoli di stato e finanziare gli investimenti pubblici.
E’ essenziale per l’Italia la rinegoziazione del debito, garantendo i piccoli risparmiatori, dilazionando i tempi e ricontrattando le cifre da restituire alle grandi banche e alle grandi finanziarie. Al fine di limitare lo strapotere della finanza speculativa occorre superare le leggi bancarie dell’ultimo trentennio.
La prima cosa da fare è sancire la netta separazione tra attività bancaria tradizionale e attività bancaria d’investimento, cioè tra le banche commerciali e le banche d’investimento.
Si tratta cioè di dividere con chiarezza i destini dei normali risparmiatori da quelli degli speculatori. Con questa distinzione le banche che raccolgono il risparmio non possono fare attività speculative con i soldi dei risparmiatori. In secondo luogo occorre proibire la gestione fuori bilancio di qualsiasi titolo. Con la vicenda del Monte dei Paschi di Siena continua la solita storia, la socializzazione delle perdite.
La finanza pubblica deve unicamente garantire i depositi dei cittadini, evitando di accollarsi perdite che invece devono ricadere sulle spalle di chi ha speculato.

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