PERUGIA. - "In Umbria il numero delle nuove imprese diminuisce leggermente rispetto al precedente trimestre del 2012 ma in modo netto rispetto allo stesso trimestre del 2011 (-6,6%). Molto forte la diminuzione delle imprese individuali. Il saldo netto generale tra iscrizioni e cessazioni rimane negativo per 120 unità". E' quanto emerge dall'ultimo 'Cruscotto degli indicatori statistici', diffuso da Unioncamere Umbria e relativo all'ultimo trimestre del 2012.

Una fotografia dell'economia dell'Umbria, in tempo reale, è a disposizione di cittadini, imprese ed istituzioni grazie al 'Quadrante economico', un nuovo strumento, già attivato sul sito di Unioncamere Umbria e basato sugli ultimi dati statistici disponibili provenienti dalle varie fonti ufficiali. Undici tabelle per capire la regione e cogliere il posizionamento dell'Umbria rispetto al resto del Paese.

Sei gli indicatori fondamentali: popolazione, occupazione, imprese, apertura ai mercati, infrastrutture e ricchezza prodotta. A questi dati si aggiungono le previsioni periodiche formulate dal Centro studi nazionale di Unioncamere.

Dai dati emerge come in Umbria migliora, in modo evidente, il dato sulle società di capitali: sono cresciute di oltre il 39 per cento rispetto al terzo trimestre del 2012 e di più del 37% rispetto allo stesso trimestre del 2011.

L'analisi sui dati complessivi del 2012 conferma che in Umbria il peso delle società di capitali è cresciuto ma rimane comunque inferiore sia alla media italiana che a quella delle altre regioni del Centro Italia.

Come numero di imprese, il commercio e l'agricoltura rappresentano di gran lunga i principali comparti dell'economia umbra. Tuttavia il peso economico del commercio e' inferiore a quello della media italiana e del centro Italia. Nel 2012 è diminuito il numero delle imprese in tutti i comparti, ad eccezione del turismo e dei servizi alle imprese. Quest'ultimo settore rimane però sottorappresentato rispetto alla media nazionale. Dopo 4 anni, alla fine del 2012, sopravvivono solo i due terzi delle imprese iscritte nell'anno 2009: agricoltura, trasporti e spedizioni hanno i migliori tassi di sopravvivenza.

Cresce il magnetismo dell'Umbria: più di un terzo delle imprese operanti nel territorio sono registrate in altre regioni d'Italia e il loro numero è aumentato in modo rilevante nel 2012. Nell'ultimo anno le imprese attive guidate da donne rappresentano quasi il 27 per cento del totale: più della media italiana (24,3%) e di quella delle altre regioni del centro Italia (25,2%). Le imprese giovanili sono in media con quelle delle altre regioni italiane. Le imprese attive 'straniere' sono l'8% del totale: il valore è in linea con quello nazionale (8,4%) ma è inferiore a quello delle regioni del centro Italia .

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