PERUGIA - Il futuro Parlamento italiano ed il Governo  dovranno  rivedere la regolamentazione dell’IMU, sia in riferimento alle abitazioni principali che agli immobili destinati funzionalmente all’attività economica: è l’auspicio espresso dalla presidente della Regione Umbria  e dall’assessore regionale allo sviluppo economico durante l’incontro, avuto stamani in Regione, con una delegazione di Confcommercio e Rete Imprese.

La delegazione,  guidata dai  presidenti di Confcommercio Umbria, Aldo Amoni e della provincia di Perugia, Giorgio Mencaroni, è stata ricevuta a Palazzo Donini nell’ambito della mobilitazione nazionale per denunciare i problemi incontrati dalle imprese del settore del commercio, del turismo e dei servizi a causa della  crisi che ha colpito aziende e cittadini.

Così come concepita oggi – hanno evidenziato la presidente e l’assessore – l’IMU si presenta come una imposta iniqua, che concorre ad accrescere la già gravosa pressione fiscale, andando ulteriormente a deprimere le politiche di sviluppo e di rilancio di settori trainanti per l’economia come quelli del commercio, del turismo, della ristorazione, dell’artigianato e della piccola impresa che da tempo, peraltro,  stanno subendo i contraccolpi della crisi.  La difficile situazione economica e del lavoro del Paese e dell’Umbria – hanno aggiunto, come emerge dai dati della disoccupazione e della CIG, incide in maniera forte sulla capacità dei consumi con evidenti ripercussioni sulle imprese del settore commerciale.

Al termine dell’incontro la delegazione ha consegnato alla presidente della Regione e all’assessore allo sviluppo economico un documento relativo alle strategie ritenute prioritarie da Confcommercio e Rete Imprese per tornare a crescere, i cui contenuti – hanno assicurato la presidente e l’assessore – saranno attentamente valutati dalla Regione.

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