Isa/Mezzo secolo verso il futuro.Annunciato progetto nuovo stabilimento a Bastia
BASTIA UMBRA - “Alle sirene della delocalizzazione verso alcuni paesi con costi all’apparenza più favorevoli noi stiamo rispondendo invece con un nuovo impianto produttivo nel territorio del comune di Bastia Umbra tecnologicamente avanzato e dotato di tutti i sistemi necessari alla salvaguardia dell’ambiente. Sarà un investimento da 20 milioni di euro”. Lo ha annunciato ieri mattina il presidente di Isa, Carlo Giulietti in occasione del convegno “ISA 1963-2013: 50 anni di futuro” organizzato per festeggiare i cinquant’anni dell’azienda leader mondiale nella realizzazione di arredamenti e banchi frigo per bar, pasticcerie e supermercati esportati in oltre 85 paesi.
Ed è stato proprio il “futuro” il denominatore comune degli interventi degli illustri relatori (Rampini, Petroni, Noci, Cotana, Cingolani, De Rita) coordinati da Alessandro Campi che si sono alternati sul palco del teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli. Oltre 400 gli ospiti, prevalentemente clienti e distributori di Isa, ma anche rappresentanti di multinazionali quali Coca Cola, Unilever, Auchen, provenienti da tutto il mondo.
“I loro interventi – ha aggiunto Giulietti – ci hanno dato temi su cui riflettere e aiutato a capire meglio le linee di sviluppo fondamentali dell’economia internazionale e a spiegare quali sono i fattori di successo di un imprenditore e di un’impresa nel contesto dell’attuale sistema economico”.
Nel suo intervento Federico Rampini, corrispondente del quotidiano La Repubblica che da molti anni vive negli Stati Uniti, ha parlato di “segnali che questa crisi, la più grave degli ultimi settanta anni, sta chiudendosi. Gli indicatori americani – ha spiegato – volgono tutti al positivo. Gli Stati Uniti hanno attuato una politica per la ripresa basata su una politica di: autosufficienza energetica, incremento demografico e rilocalizzazione. Questo significa che il manifatturiero sta riportando in patria produzioni che aveva trasferito all’estero”.
Rampini ha parlato anche dell’economia europea che entro breve dovrebbe risentire degli effetti positivi di questa ripresa. “Tra i paesi europei – ha spiegato - la Germania non ha mai rinunciato alla sua industria manifatturiera e ha costruito intorno a questa uno dei migliori sistemi di formazione professionale. Anche questo le consente di avere una bilancia commerciale attiva nelle esportazioni verso la Cina. Il modello tedesco e dell’area nord europea più in generale – ha concluso - ha dimostrato che si può essere vincenti investendo su qualità, affidabilità e istruzione-formazione”.
Angelo Maria Petroni, segretario generale dell’Aspen Institute, si è soffermato in particolare sul ruolo dell’imprenditore italiano e sulle difficoltà che comporta svolgere questo mestiere in un’epoca così complessa. “In Italia per molto tempo – ha detto – quella del fare impresa è stata la molla più potente di mobilità sociale. La motivazione del prestigio è stata ed è tuttora una motivazione altrettanto forte di quella del profitto. Se usciremo da questa lunga crisi sarà quindi grazie all’impresa”.
Giuliano Noci, docente ordinario di marketing al Politecnico di Milano, parlando delle nuove frontiere del marketing, ha sottolineato come per vendere in mercati complessi e ampli come sono quelli emergenti, non sia più sufficiente produrre beni di eccellenza e di qualità ma sia necessario individuare partner commerciali che sappiano supportare le imprese nella lettura di quel mercato e adattarsi alle sue richieste, sviluppando inoltre una rete fra le aziende che permetta il perseguimento di progetti strategici condivisi.
Franco Cotana, dell’Università di Perugia, ha descritto un futuro all’insegna della sostenibilità ambientale i cui pilastri sono rappresentati da un comportamento attento a non compromettere l’ambiente e dal risparmio energetico, realizzato grazie alle nuove tecnologie ma anche con un più sostanzioso ricorso alle energie rinnovabili.
Un viaggio nel futuro delle nanotecnologie è stato possibile grazie al collegamento in video conferenza da Genova con Roberto Cingolani, Direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Cingolani ha descritto alcune tra le numerose attività di ricerca portate avanti dall’Istituto e che possono essere applicate in campo medico e riabilitativo, ma anche in moltissimi settori dell’industria manifatturiera che fa già un largo uso di nanocomponenti. Si tratta di molecole talmente piccole da non essere visibili all’occhio umano ma che, per la loro biocompatibilità, trovano applicazione in moltissimi ambiti della vita quotidiana.
“La nicchia è stata il modo in cui l’industria italiana si è posizionata nel mondo”. Ha riassunto così, con poche parole, la peculiarità della media impresa italiana degli ultimi decenni Giuseppe De Rita, presidente del Censis. “Conosco la Isa ormai da molti anni – ha ricordato – non l’ho mai pensata come una multinazionale tascabile. Piuttosto come una piccola impresa che ha scelto di riposizionarsi diventando media impresa. L’intuizione vincente della cultura imprenditoriale italiana è stata quella di capire che una società complessa non è fatta di uniformità ma di diversità. E di lavorare su questa diversità occupando una nicchia di mercato grazie a una organizzazione, a specificità e capacità artigianali di nicchia di cui oggi raccogliamo i frutti. Così ha fatto Isa, così hanno fatto altre aziende italiane da Luxottica a Poltrona Frau fino a Brunello Cucinelli”.
Uno sguardo sul futuro di Isa è stato infine gettato da Marco Giulietti, amministratore delegato ISA, che ha dedicato il suo intervento alle strategie di sviluppo e innovazione di prodotto dell’azienda.




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