Cna: "Le imprese non ne possono più, bloccate aumenti delle imposte per il 2013"
“Le imprese non ne possono più, la misura è ormai colma. Per questo, dopo un 2012 terribile, chiediamo per l’anno in corso il blocco di tutti gli aumenti delle imposte, a cominciare dalla revisione dell’Imu e dalla garanzia che la Tares non si traduca in un ulteriore aggravio per le imprese”. Bastano poche parole al vice presidente regionale della Cna, Renato Cesca, per esprimere lo scoramento di migliaia di piccoli e piccolissimi imprenditori di fronte ai livelli raggiunti dalla tassazione locale e nazionale e il timore che, dopo le batoste dell’anno appena finito, anche il 2013 veda un’ulteriore crescita dell’imposizione fiscale.
Mentre le imprese che sono riuscite a non chiudere i battenti stentano a riprendersi dai postumi del pagamento del saldo Imu di dicembre, ecco che all’orizzonte si profila una nuova imposta, la Tares, che in materia di rifiuti andrà a sostituire le vecchie Tarsu/Tia.
“Dal 2009 a oggi – afferma Cesca – abbiamo assistito all’aumento progressivo del costo dello smaltimento dei rifiuti, nonostante l’introduzione della raccolta differenziata e la riduzione del volume totale dei rifiuti. Oggi sentiamo che la Tares si tradurrà in ulteriori, sensibili, aumenti. Ci chiediamo cosa ci sia alla base di questo circuito perverso. Azzardiamo: forse va cambiato qualcosa nell’organizzazione dell’intero sistema di raccolta, stoccaggio e smaltimento? Forse le percentuali reali di raccolta differenziata sono diverse da quelle sbandierate? Pretendiamo una risposta chiara a questi interrogativi: siamo stanchi di aprire un portafogli sempre più vuoto senza capire bene come si compongono le voci di costo dei servizi”.
Cna torna anche all’attacco sull’Imu. “Stendiamo un velo pietoso su quanto accaduto nel 2012 a proposito dell’imposta unica sugli immobili – dichiara Roberto Giannangeli, direttore provinciale dell’associazione -. Per quest’anno pretendiamo una completa inversione di tendenza: gli immobili produttivi non possono essere considerati allo stesso livello degli immobili di pregio, bensì luoghi in cui si crea, o perlomeno si tenta di creare, ricchezza, lavoro, benessere sociale. Quindi, alle amministrazioni che stanno predisponendo i bilanci preventivi per il 2013, chiediamo di tornare sui propri passi e di applicare le aliquote minime previste per l’Imu. Più in generale chiediamo il blocco totale degli aumenti d’imposta, in modo da ridare fiato a un’economia allo stremo. E non ci si venga a raccontare, come provano a fare alcuni assessori comunali, che gli aumenti delle imposte servono a garantire i servizi pubblici perché non ci crediamo più e non siamo più disposti ad accettarlo: noi siamo convinti che a pressione fiscale invariata sia possibile migliorare i servizi per i cittadini agendo sulla riorganizzazione dell’amministrazione pubblica e componendo in modo diverso i contenuti della sua spesa. Purtroppo – conclude Giannangeli - su questo fronte tutto tace, o quasi. Ma, lo diceva il presidente all’inizio, la misura è colma: di fronte al rischio che tracimi chiediamo che la politica dia finalmente prova di senso di responsabilità”.




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