San Gemini: Flai Cgil, la forza del marchio Fabia sta nel legame col territorio
Il marchio Fabia è strettamente legato al territorio che ne rappresenta il vero valore aggiunto. Per questo la Flai Cgil è contraria ad ogni ipotesi di indebolimento del marchio stesso, perché il brand Umbria è garanzia di tipicità e di qualità per questa acqua minerale. Portarla fuori vorrebbe dire perdere questa garanzia e al tempo stesso impoverire un territorio, rompendo una filiera che per anni ha garantito occupazione e sviluppo.
La Flai Cgil ritiene opportuno, pertanto, ribadire la propria posizione rispetto a voci sempre più insistenti, che lasciano intravedere scenari piuttosto preoccupanti rispetto a possibili progetti di sviluppo che circolano in ambienti aziendali. In particolar modo la preoccupazione si fa altissima a causa di ricorrenti voci che vedrebbero l’impiego del marchio Fabia, per possibili utilizzi che sono espressamente vietati dalla Legge Regionale che norma lo sfruttamento delle acque minerali.
La Flai Cgil ribadisce, come già espresso di fronte alla Regione Umbria e agli assessorati competenti, nonché nell’incontro avuto con i sindaci dei comuni di Sangemini, Montecastrilli ed Acquasparta, la propria contrarietà a progetti che non riguardino lo sviluppo dei siti di Sangemini e di Amerino.
I marchi storici nati e sviluppatisi grazie a qualità e peculiarità che hanno fatto delle acque imbottigliate dal Gruppo Sangemini un unicum da preservare e sviluppare, sono patrimonio comune del territorio e della nostra regione.
Il Gruppo Sangemini deve dare chiari segnali, come promesso ormai da troppo tempo, di una nuova politica di sviluppo e rilancio, concentrando tutti gli sforzi sugli impianti produttivi che hanno bisogno di urgenti interventi di manutenzione. La proprietà deve inoltre avviare un percorso di promozione e investimenti sui prodotti a maggior valore aggiunto, con il marchio Sangemini in prima fila, marchio che al contrario nel 2012 ha perso volumi a scapito di acque meno performanti.
Come più volte ricordato e ribadito ai tavoli di trattativa, non si può continuare a rincorrere le emergenze! C’è bisogno di un dialogo costruttivo con tutte le istituzioni per individuare percorsi condivisi che portino a dare risposte chiare agli oltre 100 dipendenti diretti e a tutte le realtà che si muovono nell’indotto, al fine di mandare segnali chiari e inequivocabili circa la volontà dell’azienda.
La vicenda Fiuggi che ha condizionato e sta condizionando le decisioni aziendali deve trovare la parola fine. La nostra organizzazione sindacale non può accettare ricette che non mettano al centro di qualsiasi ragionamento i marchi storici del Gruppo, il territorio, la tenuta occupazionale e una soluzione per i 23 lavoratori della Sangemini Fruit, ancora in Cassa integrazione.
Flai Cgil Umbria
R.S.U. FLAI CGIL
Sangemini S.p.A
Sangemini Fruit




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