Succede a Sinistra: primarie nel caos e Verdi con Ingroia...
di Simone Cumbo
Le recenti primarie nel PD e in SEL per la scelta dei candidati da presentare nelle liste elettorali, hanno visto polemiche e liti imprevedibili. Nel Pd volano accuse pesanti in tutta Italia e non solo in Umbria, dove fra dimissioni e ricorsi la questione su chi parteciperà alle liste è tutt'altro che chiara.
Anche in casa SEL le polemiche non mancano; in Calabria le accuse sono pesanti, come riporta Il Fatto Quotidiano: « le parlamentarie di Sel in Campania si lasciano dietro una scia di veleni . Una scia coperta – per ora – dalla clausola di riservatezza che i candidati hanno dovuto sottoscrivere per partecipare alla competizione. Ma qualcosa sta filtrando. Un elenco di anomalie lungo e dettagliato. A otto ore dalla chiusura dei seggi, a Portici, San Giorgio e Cremano e Procida, nella provincia di Napoli, ancora non erano pronti i risultati finali dello scrutinio. Proprio i dati provenienti da questi comuni sarebbero stati decisivi per ribaltare alcune delle posizioni utili all’elezione, con il sorpasso al terzo posto di Aniello Iacomino ai danni di Tonino Scala.
In questi comuni si è registrato un anomalo ‘boom’ di affluenza: al primo turno delle primarie di novembre tra Portici e San Giorgio, popolose città del napoletano, in circa 1300 votarono Nichi Vendola, ma ben 2300 hanno poi partecipato alle parlamentarie del partito guidato dal Governatore della Puglia. E in un seggio di San Giorgio hanno ritrovato 187 schede fotocopiate, estranee al pacchetto di schede assegnate secondo un criterio che avrebbe dovuto mettere al riparo dal fenomeno delle truppe cammellate: il numero dei voti di Vendola al primo turno delle primarie più un’aliquota di poco più del 20%. In alcuni casi abbondantemente superata nel corso delle operazioni di voto. Solo che in certi seggi sarebbero arrivate schede fresche di rinforzo, e in altri no, tanto che a Castellammare di Stabia il seggio è stato chiuso con una mezz’ora di anticipo causa mancanza di schede. Le schede fotocopiate sono state annullate dal computo di San Giorgio. Ma solo quelle. E’ tutto nero su bianco in alcuni documenti e ricorsi preparati tra Napoli e Salerno, sui quali Sel dovrà pronunciarsi con urgenza.
C’è anche un corposo capitolo Salerno. Nella città di Campagna, 15mila abitanti, il seggio Sel misteriosamente non è stato allestito. Ad Olevano sul Tusciano invece non sono arrivate le schede. Nella sede della Federazione Provinciale di Salerno – secondo un esposto del circolo Sel di Eboli – a mezzogiorno avrebbero votato solo 10 persone in tre ore, e poi fino alle 20 avrebbero votato in 480 (uno al minuto). A Pagani, circa 30mila abitanti, il 25 novembre Vendola aveva ottenuto poco più di 200 voti. Quindi il circolo avrebbe dovuto ricevere circa 260 schede. Ne avrebbero inviate 500. E infine i voti espressi alle parlamentarie sarebbero stati 694...».
Ma anche in Toscana e in Emilia Romagna è rivolta, come informa il sito quotidiano.net:
«SEL fa marcia indietro e “ripesca” i vincitori delle primarie. Una mossa a sorpresa per sedare le polemiche soprattutto in Toscana e in Emilia Romagna con militanti indignati e minacce di dimissioni.Così era successo che Renzo Ulivieri, allenatore di fama e secondo arrivato alle primarie toscane dietro Alessia Petraglia, si era visto tagliato fuori dall’ipotesi Senato con scavalcamento di Pape Diaw e Ida Dominjanni. Con il risultato che sarebbe finito quarto, quindi fuori dai giochi. IERI sera, da Roma, il cambio di rotta: Diaw diventa capolista in Veneto e Petraglia e Ulivieri guidano quella della Toscana. Altro problema, questa volta relativo all’Emilia Romagna, con Massimo Mezzetti che sarà capolista per palazzo Madama mentre Maria Luisa Boccia si presenterà nelle Marche....»
Caos e accuse pesanti verso chi ha indicato lo strumento primarie quale modalità per scegliere i candidati in maniera partecipata e democratica..
A proposito di Sinistra anche i Verdi di Angelo Bonelli, “hanno deciso di sostenere la Rivoluzione civile di Ingroia.
Il segretario Angelo Bonelli lo ha annunciato dal Consiglio Federale Nazionale:
«per un’Italia equa e per archiviare definitivamente le scelte del governo Monti che hanno demolito le politiche ambientali nel nostro Paese, impoverito i cittadini e fatto crescere a dismisura la povertà usando i sacrifici degli italiani per pagare i debiti delle banche. Una forte affermazione anche al Senato della Lista Ingroia, una lista civica nazionale che faccia da punto di riferimento per chi vuole un Paese diverso e migliore, è il vero voto utile per licenziare definitivamente il governo Monti e suoi eventuali bis – spiega il leader ecologista -. In questo modo sarebbero scongiurate alleanze dannose come quelle fra il Pd, Sel e lo stesso Monti in caso di un risultato incerto”.
Bonelli spiega che i Verdi hanno preso atto “della non volontà del Partito democratico e del centrosinistra di non aver voluto aprire il confronto sullo stop al cemento e la lotta al consumo del suolo e al dissesto idrogeologico, sull’archiviazione di opere inutili e che producono debito come la Tav in Val di Susa per aumentare il trasporto pubblico nelle città e per i pendolari, sulla lotta all’inquinamento e la conversione ecologica dell’economia.
Prendiamo atto -chiosa polemicamente il leader ecologista- che il Pd e Sel hanno scelto l’espulsione dell’ecologia dalla loro agenda: ecologia e questione ambientale che saranno ampiamente rappresentati nella lista Ingroia”.
Parole dure quelle dei Verdi, verso il centrosinistra e verso l'alleanza PD-SEL, che ha visto, a proposito di ecologia e ecologisti la non riconferma nelle candidature per Senato e Camera degli eco-democratici del PD. Ermete Realacci, Francesco Ferrante, Roberto della Seta, nonostante l'appello di centinaia di cittadini e associazioni, non saranno ricandidati...




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