Noi non siamo Benigni ma Maligni, se la Costituzione è come la mamma per i Benigni, la mamma è morta, l’hanno ammazzata.
La Costituzione è morta perché per respirare aveva bisogno di polmoni la cui materia doveva essere la Repubblica fondata sul Lavoro, che se mai c’è stata è ora spappolata come un corpo dilaniato da una mina, di qua una gamba amputata, il salario, di là il tronco sanguinante, il lavoro, più giù la testa staccata, i diritti.

La Costituzione è morta perché per vivere aveva bisogno di un cuore e gliel’hanno strappato. Quanti bla, bla, bla, di ordinaria democrazia si sentono dire, mentre si va a votare con il Porcellum, figlio legittimo di Calderoli, così uguale alla legge Acerbo di Matteottiana memoria del 1924, o alla legge truffa Degasperiana del 1953. Una democrazia che funziona come un cuore vivo in un corpo umano, si chiama, una testa un voto e una rappresentanza proporzionale ai voti ottenuti. Tutto il resto è imbroglio e morte della democrazia.

La “mamma”, caro Benigni, togliti il ciuccio che sei cresciuto, ce l’hanno ammazzata. Ha preso tante botte fin da quando è nata, ha resistito, qualcuno l’ha aiutata, poi però i mercati gli hanno dato il colpo finale  e della povera “mamma” non c’è rimasta neanche la testa. Quella testa che prometteva così bene, con un cervello che diceva:  “l’Italia ripudia la guerra come mezzo….”. Guarda è bastato chiamare la guerra, pace,  e la mamma è impazzita ancor prima di morire, non c’ha capito più niente, diceva: pace, pace, pace e gli aerei partivano da Aviano per la Jugoslavia, i soldati per l’Iraq e i carri per l’Afghanistan.

Poi la Lehman Brothers, la BCE, Monti, hanno fatto il resto.

Aurelio Fabiani
Associazione Culturale CASA ROSSA

Condividi