L'editoriale di Gian Filippo Della Croce - La risorsa Monti, il Pd e i cittadini
di Gian Filippo Della Croce
PERUGIA - Mario Monti è una risorsa. Per chi? Ma per tutti! Per il Paese, per l’Europa, per la sinistra, per la destra, per il centro, per il Papa, per i mercati, per le banche,tutti vogliono Monti, lo elogiano, lo vogliono candidare alle elezioni, farlo ministro, presidente della repubblica, insomma un superuomo della provvidenza, la quale benignamente lo ha fatto nascere, crescere e ahimè anche operare nel nostro paese.
Berlusconi lo vuole premier, Casini pure, Montezemolo anche, e Bersani ha dichiarato che appena sarà eletto premier (se lo sarà), la prima cosa che farà è andare a fare una visita al professore, per avere consigli naturalmente e magari affidargli una consulenza (che va tanto di moda in Italia). Viene spontaneo pensare: ma dove sta il trucco? Perché non si era mai visto un personaggio italiano così desiderato e amato in patria e fuori dai suoi confini, almeno cosi’ sembra, ma quello che insospettisce è proprio questo eccessivo, enorme amore. In attesa che si scopra cosa c’è veramente dietro tutto questo, sembra che il buon Bersani sia saltato sulla sedia quando gli hanno mostrato un sondaggio che dava la popolarità di Mario Monti in calo del 55% fra gli italiani, ovvero più della metà degli intervistati si era espressa contro un governo ritenuto responsabile di aver aggravato la situazione delle famiglie e delle imprese. A questo punto il leader del centro sinistra ha avuto la certezza che l’appoggio incondizionato al professore dato fino a quel momento dal PD , non poteva più costituire quella rendita di posizione che la strategia bersaniana aveva ipotizzato, capace di accreditare con successo il Partito Democratico nei confronti dei cosiddetti “moderati” , operazione da rafforzarsi se mai con un accordo con Casini, nonostante i mugugni di Vendola. L’irruenza di Berlusconi, ha ancora una volta scompaginato lo scenario della politica italiana e riproposto un antico tormentone caro al cavaliere “arrivano i comunisti bisogna fermarli”, un tormentone che fino ad oggi gli ha paradossalmente sempre portato fortuna. Ma questa volta è diverso, è tutto molto diverso, così il cavaliere si inventa una strategia stop and go, per dribblare le difficoltà del momento ed uscire comunque protagonista del prossimo confronto elettorale. Ora il problema resta quel 55% di italiani che dichiarano di non amare Monti e a sinistra sarebbe bene che tutti ci facessero in merito un pensiero adeguato, ma sembra che non sia ancora così, a sinistra cioè nel PD Monti è ancora un risorsa da non mettere in discussione. E allora le ragioni di quel 55% di italiani non contano niente? Probabilmente è così, anche se dispiace vedere come può essere depauperato il patrimonio di credibilità acquisito dal centrosinistra con le recenti elezioni primarie.
Questo tipo di elezioni verranno replicate anche fra poco al fine di scegliere i candidati del centrosinistra alla prossima tornata elettorale, la scelta è stata fatta per un modello aperto, cioè con la libera partecipazione di chiunque voglia esprimere un suo giudizio su questo o quel candidato nelle liste del centrosinistra che intanto per quanto riguarda il Partito Democratico debbono tenere conto dei berrsaniani, dei renziani e dei derogati. Chi sono questi ultimi? Sono i cosiddetti politici di lungo corso, coloro che siedono alla camera o al senato da numerose legislature e intendono restarci, magari per concorrere ad un posto da ministro, visto che i partiti del centrosinistra e soprattutto il PD potrebbero benissimo vincere le elezioni. Ma sulle deroghe le tensioni non mancano, soprattutto da parte dei renziani che hanno ispirato la loro campagna elettorale per le primarie all’insegna del rinnovamento, quindi accettare che i vari D’Alema, Bindi eccetera si ripresentino tranquillamente per loro sarebbe molto difficile e metterebbe in pericolo anche la stessa credibilità delle primarie per le candidature. A tale proposito in Toscana , terra della Bindi c’è stata una autentica levata di scudi da parte degli iscritti al PD contro una sua possibile deroga, anche stavolta non verrà tenuta in alcun conto la volontà dei cittadini?




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